Pfm e Camaleonti nel Ferragosto vintage d’Abruzzo

PESCARA. Due gruppi storici del pop e del rock italiano saranno di scena, oggi, 15 agosto, in Abruzzo. La Pfm (Premiata Forneria Marconi) sarà in concerto, stasera alle 21.30, in piazza della Libertà...
PESCARA. Due gruppi storici del pop e del rock italiano saranno di scena, oggi, 15 agosto, in Abruzzo. La Pfm (Premiata Forneria Marconi) sarà in concerto, stasera alle 21.30, in piazza della Libertà a Popoli, in provincia di Pescara. I Camaleonti, invece, si esibiranno, sempre con inizio alle 21.30, in piazza della Libertà a Pineto in provincia di Teramo. Tutti e due i concerti sono a ingresso gratuito.
Sia la Pfm che i Camaleonti affondano le radici nel beat italiano degli anni Sessanta, cioè in quella stagione vitale dei gruppi che importavano dall’America e, soprattutto, dall’Inghilterra della Swingin’ London, musica e vestiti, dedicandosi alle cover di canzoni famose (dei Beatles e dei Rolling Stones, ma anche dei Kinks, dei Move, dei Turtles). I Camaleonti si chiamavano, già allora, Camaleonti, mentre il nucleo originario della Pfm era un complesso che portava il nome dei Quelli e che aveva come cantante solista Teo Teocoli, ancora indeciso fra musica e cabaret.
Negli anni d’oro della musica leggera italiana, i Sessanta, i Camaleonti misero a segno successi con 45 giri come “L’ora dell’amore” (versione italiana di “Homburg” dei Procol Harum, quelli di “A whiter shade of pale”) e “Applausi”, dominando Cantagiri e incantando le adolescenti dal palco del Festival di Sanremo.
Diversa, invece, la parabola dei Pfm che nacquero, all’inizio degli anni Settanta, cavalcando la nascente scena italiana del progressive rock. Appassionati fan di band britanniche come i King Crimson, i ragazzi della Pfm furono allevati in quella grande fucina di talenti che fu la Numero 1, l’etichetta discografica di Lucio Battisti e Mogol. Il loro primo album nel 1971, “Storia di un minuto”, arrivò sulla scia di un singolo di grande successo che aveva “Impressioni di settembre” sul lato A e “La carrozza di Hans” sul lato B. Il successo della Pfm, negli anni Settanta, fu internazionale, con tour in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, in teatri mitici dell’epoca d’oro del rock, come il Rainbow di Londra e il Winterland di San Francisco. Del gruppo originario facevano parte Franz Di Cioccio, batterista e cantante, abruzzese di Pratola Peligna, Franco Mussida, chitarrista, Giorgio “Fico” Piazza, bassista, Flavio Premoli, tastierista, e Mauro Pagani, flautista e violinista. Di quella line-up nella band attuale è rimasto il solo Di Cioccio. Ma accanti a lui c’è il bassista Patrick Djivas, che subentrò a Piazza, pochi anni dopo l’esordio del gruppo. Da circa un anno, Franco Mussida ha abbandonato la band. Al suo posto, ora, c’è Marco Sfogli.
I Camaleonti del 2015 hanno fra le loro file due abruzzesi: Massimo Di Rocco, pinetese, batterista del gruppo, e Massimo Brunetti, pianoforte e voce, pescarese. Della formazione classica della band resistono Livio Macchia, basso e voce, Valerio Veronese alle chitarre, e Tonino Cripezzi alle tastiere e alla voce solista, quello che faceva impazzire le ragazzine di 50 anni fa, oggi madri e nonne.
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