Pierdavide Carone Un nuovo disco dopo il lungo stop

31 Maggio 2021

ROMA. Ci sono voluti nove anni, a Pierdavide Carone, per costruire la sua nuova Casa, titolo del nuovo album che arriva dopo Nanì e altri racconti, del 2012, l'anno in cui partecipò al Festival di...

ROMA. Ci sono voluti nove anni, a Pierdavide Carone, per costruire la sua nuova Casa, titolo del nuovo album che arriva dopo Nanì e altri racconti, del 2012, l'anno in cui partecipò al Festival di Sanremo con Lucio Dalla e il brano Nanì. «È frutto di un lungo travaglio e di cambiamenti, belli e brutti, nella mia vita», racconta il 33enne cantautore, venuto alla ribalta con il terzo posto e il Premio della Critica alla nona edizione di Amici e che è stato costretto a fermarsi per problemi di salute. «Arriva da una serie di fallimenti, incomprensioni, che mi hanno portato a lasciare, dopo 17 anni, Roma per Milano, a cambiare etichetta, a fermarmi a riflettere». Il risultato è un nuovo Carone, «che però ha punti di contatto con il me del passato e li avrà con il me del futuro». I testi - per i quali si è sempre distinto, fin dalle prime produzioni per sensibilità ed efficacia - si sono fatti più riflessivi, la felicità è vissuta con più serenità e le amarezze con più profondità. «L'addio è l'antefatto di Casa, ma ogni addio si può trasformare in un ritorno e la visione del disco è ottimistica», spiega, «anche se non mancano i brani più drammatici». Come Caramelle, pubblicata a fine 2018 dopo il rifiuto a Sanremo, non senza polemiche, insieme ai Dear Jack, in cui il cantautore affronta il tema della pedofilia. «Anche se ha fatto la sua strada, Caramelle non poteva mancare». E brucia ancora l'esclusione al Festival (vinto nel 2010 firmando Per tutte le volte che... cantata da Valerio Scanu): «Quel successo dimostra che siamo tutti imperfetti nelle nostre decisioni. Probabilmente meritava più della metà delle canzoni di quell'anno. E lo rivendico, rifuggendo da modestia e vanità. Ne eravamo consapevoli», rivendica. «In parte il motivo del mio rallentamento è dovuto alla delusione di quel momento. Tornare a Sanremo? Deciderò in base alla direzione artistica del momento. Certo, ho scritto cose che non avrei voluto scrivere, ma come mi ha insegnato Lucio Dalla ho imparato a fare delle playlist migliori di me stesso». Anticipato dal singolo Buonanotte, pubblicato ad aprile, Casa contiene dieci canzoni. Trova spazio anche Forza e coraggio!, uscita lo scorso anno, inno alla resilienza che nasce dall'urgenza di parlare di un momento di difficoltà suo e dell'Italia intera, ferita dalla crisi sanitaria, sociale ed economica. Ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non è frutto della pandemia e delle restrizioni che a lungo ci hanno costretto in casa. «L'album inizia a nascere quattro anni fa, mentre traslocavo, in un mondo pre-pandemia. Ho iniziato a scriverlo a Roma, ho finito di registrarlo a Milano. È un disco catartico, sa di bagagli da disfare, di scatole da aprire, di quadri da appendere. La casa alla quale faccio riferimento è un rifugio, un abbraccio, una famiglia, non la prigione nella quale siamo stati costretti. Un luogo dove hai voglia di tornare, non dal quale non puoi uscire».
«E per il prossimo album - promette - non voglio aspettare altri nove anni».