Pink Floyd, sinfonia psichedelica di immagini

La mostra al Macro di Roma è un viaggio audiovisivo e multisensoriale nella storia del gruppo rock inglese
ROMA. Si piange, si ride, si va in estasi, si entra nei meandri di un universo psichedelico, si esce pensando a quando tornerai a vederla. Perché una volta non basta. La quintessenza dei Pink Floyd, “Their mortal remains”, il racconto potente, spettacolare, emozionale, di cinquant'anni di carriera di uno dei gruppi musicali più innovativi e influenti della storia, è in esposizione al Macro di Roma dopo il debutto nei mesi scorsi al Victoria & Albert Museum di Londra.
Più che una mostra, un vero e proprio viaggio audiovisivo e multisensoriale nello straordinario, ipnotico mondo della leggendaria band inglese. Roma è la prima destinazione internazionale di The Pink Floyd Exhibition: Their mortal remains. Fino al 29 aprile, aperto dal lunedì alla domenica (info 06696271).
Un allestimento spettacolare, inedito, esclusivo, oltre 350 oggetti mai visti prima, che rappresentano i diversi momenti della storia del gruppo a partire dala gigantesca ricostruzione del furgone Bedford che usavano per i tour a metà degli anni sessanta. Opere, fotografie, stampe, disegni e set dei palcoscenici già esposti nella originaria sede della mostra, il V&A di Londra, visitata da oltre 400mila persone.
La struttura più spaziosa e dinamica del Macro ha consentito di esporre alcune installazioni in più, l'enorme maiale gonfiabile e il gigantesco “fat man”, il padre di famiglia, che nel tour di Animals del 1977 veniva fatto volare sopra il palco della band. Di più. Il Macro di via Nizza è situato a meno di un chilometro dal Piper, il locale che ha ospitato il primo spettacolo dei Pink Floyd in Italia, nel 1968. Curata dal direttore creativo dei Pink Floyd, Aubrey Powell (dello studio grafico Hipgnosis) e da Paula Webb Stainton, che ha lavorato a stretto contatto con membri del gruppo tra cui Nick Mason (consulente per i Pink Floyd), con il contributo di Victoria Broackes del V&A, l'esposizione racconta quale fu il ruolo del gruppo inglese esponente di spicco del movimento psichedelico, nel cruciale passaggio culturale dagli anni sessanta in poi. Prismi, visual, gonfiabili, sintetizzatori, musica, emozione, energia, adrenalina.
Grazie all'approccio sperimentale la band venne riconosciuta come uno dei fenomeni più importanti della scena musicale contemporanea. Il percorso espositivo che guida il visitatore seguendo un ordine cronologico, è sempre accompagnato dalla musica e dalle voci dei membri passati e presenti della band, tra cui Syd Barrett, Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmour. Il momento culminante è la Performance Zone, in cui si entra in uno spazio audiovisivo immersivo, che comprende la ricreazione dell͛'ultimo concerto dei quattro membri della band al Live 8 del 2005 con Comfortably Numb, appositamente mixata con l'avanguardistica tecnologia audio Ambeo 3D della Sennheiser, oltre al video, in esclusiva per Roma, di One Of These Days, tratto dalla storica esibizione del gruppo a Pompei. The Pink Floyd Exhibition è prodotta e organizzata dalla Concert Productions International B.V. di Michael Cohl, da Azienda Speciale Palaexpo, Mondo Mostre e da Live Nation.
La mostra è in collaborazione con lo studio Stufish, uno dei maggiori studi di architetti d'intrattenimento e progettisti di lunga data dei palchi della band, e con gli interpretativi exhibition designer di Real Studios. Il libro ufficiale per i 50 anni della band è edito da Skira ed è disponibile nelle librerie.
Biglietti online su http://pinkfloydexhibition.com/, www.vivaticket.it
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