Premio Campiello, selezionata la cinquina

29 Maggio 2021

Si torna alla normalità con la cerimonia in presenza. Accedono alla finale Caminito, Pellegrino, Nori, Bajani e Malaguti

PADOVA. Una varietà di temi che consentirà ai lettori di addentrarsi in tante dimensioni diverse, molte storie familiari, accanto alle quali però «»fa irruzione la realtà «, per citare le parole del presidente della Giuria, Walter Veltroni. Si esce insomma con la curiosità di leggere, subito, dalla cerimonia che nell'Aula Magna dell'Università di Padova ha selezionato la Cinquina del Campiello 2021. Un altro passo verso la normalità, anche per la letteratura, con giudici, giornalisti e addetti ai lavori in presenza, dopo oltre un anno di cultura 'sottovuotò per la pandemia. Nel corso della votazione la Giuria dei Letterati ha scelto tra i 346 libri ammessi al concorso dal Comitato Tecnico.
I cinque libri finalisti della 59ª edizione del Premio letterario promosso dagli Industriali del Veneto sono Sanguina ancora, di Paolo Nori, edito da Mondadori; Il libro delle case di Andrea Bajani (Feltrinelli); Se l'acqua ride di Paolo Malaguti (Einaudi); L'acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito (Bompiani) e La felicità degli altri di Carmen Pellegrino (La Nave di Teseo).
ll libro di Nori, Sanguina ancora, e quello di Bajani, Il libro delle case«, hanno raggiunto i sette voti necessari per regolamento per entrare in cinquina prima del termine del primo giro di votazioni. Al secondo giro ha ottenuto sette voti Malaguti, con Se l'acqua ride. Per gli altri titoli, dopo tre scrutini senza il raggiungimento della maggioranza, si è proceduto con il ballottaggio tra le opere che avevano riportato il maggior numero di preferenze. Nelle votazioni finali sono così prevalsi Caminito, L'acqua del lago non è mai dolce, e Pellegrino, La felicità degli altri.
Ad anticipare la selezione, l'annuncio del vincitore del Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio. Il premio è stato assegnato a Daniela Gambaro per il romanzo Dieci storie quasi vere (Nutrimenti).
Presieduta da Veltroni, la giuria era composta da personalità del mondo letterario ed accademico, tra cui anche Silvia Calandrelli, direttrice di Rai Cultura e Roberto Vecchioni, cantautore, scrittore e docente universitario.
«Sono stati tanti i bei libri che abbiamo avuto il piacere di esaminare», ha commentato Veltroni, «tra essi quelli che hanno vinto lo meritavano in modo particolare. Sono molto entusiasta anche del libro di racconti molto bello ed interessante che ha vinto il Premio Campiello Opera Prima. I libri che hanno partecipato narrano di storie familiari ma non solo, in essi c'è la realtà che fa irruzione, così come i luoghi e i sentimenti«. Enrico Carraro, presidente della Fondazione Il Campiello-Confindustria Veneto, ha sottolineato: »Con il tempo stiamo tornando alla normalità e quello di oggi è un grande passo per il Premio Campiello, perché torniamo finalmente ad incontrarci di persona. Oggi la Giuria dei Letterati, che ha avuto il difficile ruolo di selezionare i cinque libri finalisti, passa il testimone alla Giuria popolare«.
La cerimonia finale si svolgerà nell'Arsenale di Venezia il prossimo 4 settembre.
Il prestigioso premio è stato vinto nel recente passato anche da due autori abruzzesi: nel 2017, l’aveva vinto la scrittrice pennese Donatella Di Pietrantonio, con L’Arminuta, mentre l’anno scorso ha trionfato lo scrittore di Lanciano Remo Rapino, con il libro Vita morte e miracoli di Bonfiglio Liborio.