Premio Di Venanzo, scelti i quattro vincitori

Esposimetri d’oro ai direttori della fotografia Francesca Amitrano, Pawel Edelman, Lamberto Caimi e Michael Ballhaus
TERAMO. Francesca Amitrano, Lamberto Caimi, Pawel Edelman, Michael Ballhaus: i magnifici quattro Esposimetri d’oro del 23° Premio internazionale Gianni Di Venanzo per la fotografia cinematografica. La giuria del festival ideato e organizzato, nel nome del maestro teramano della luce, dall’associazione culturale Teramo Nostra, ha ufficializzato i riconoscimenti maggiori per gli autori della fotografia, che saranno consegnati nella cerimonia del 13 ottobre al Teatro Comunale di Teramo (ore 17, ingresso gratuito).
L’autrice napoletana Francesca Amitrano, classe 1979, ha vinto l’Esposimetro d’oro per la migliore fotografia di un film italiano della passata stagione: il lungometraggio che le è valso il premio, assegnato dalla giuria presieduta dal critico Stefano Masi, è “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros. Questa la motivazione dell’Esposimetro ad Amitrano: «Per aver saputo dominare con perfetta misura ed equilibrio una tavolozza di colori ferocemente pop». L’Esposimetro per la migliore fotografia di un film straniero è andato a Pawel Edelman, polacco di Lodz, classe 1958, per aver scritto con la luce il film di Roman Polanski “Quello che non so di lei”. È questo il sesto film illuminato da Edelman per l’85enne maestro, dopo il pluripremiato “Il pianista” (2002), Palma d’Oro a Cannes, che procurò a Edelman il Prix César e l’European Film Award, “Oliver Twist” (2005), “L’uomo nell’ombra” (2010), “Carnage” (2011) e “Venere in pelliccia” (2013). L’Esposimetro alla carriera è stato assegnato all’autore milanese Lamberto Caimi, classe 1930, che ha incarnato, si legge nella motivazione, «la nobiltà del cinema milanese, in un percorso che, seguendo la carriera di Ermanno Olmi, muove dal documentario industriale fino a quella che negli anni Sessanta veniva considerata la Nouvelle Vague italiana». Oltre trenta titoli nella filmografia del maestro Caimi, che ha curato la fotografia dei lungometraggi di Olmi (da “Il posto”, 1961), Lattuada, Lizzani. Esposimetro d’oro alla memoria a Michael Ballhaus, nato a Eichelsdorf nel 1935 e morto a Berlino nel 2017. L’autore tedesco è stato candidato tre volte all'Oscar: nel 1987 per “Dentro la notizia” di James L. Brooks, nel 1989 per “I favolosi Baker” di Steve Kloves e nel 2002 per “Gangs of New York” di Martin Scorsese. Una doverosa ricompensa è arrivata nel 2016 con l’Orso d’oro alla carriera assegnatogli dalla Berlinale. Ballhaus ha legato il suo nome al nuovo cinema tedesco e al suo maggior alfiere, Rainer Werner Fassbinder, per il quale curò la fotografia di una dozzina di pellicole, tra cui “Attenzione alla puttana santa”, “Le lacrime amare di Petra von Kant”, “Il matrimonio di Maria Braun”, “Il diritto del più forte”, “Lili Marleen”. Emigrato a Hollywood, lavorò più volte con Scorsese e con Robert Redford, Francis Ford Coppola, Mike Nichols e tanti altri. I film premiati con gli Esposimetri saranno proiettati nella sede di Teramo Nostra e nella casa di riposo De Benedictis (1-4 ottobre).
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