Premio Silone a Drago Jancar

Lo scrittore sloveno a Pescina. Il Fontamara va a Felice
PESCINA. Lo scrittore e saggista sloveno, Drago Jancar, ha vinto la 20esimaa edizione del Premio letterario internazionale Ignazio Silone per aver messo in risalto la condizione dei popoli «perseguitati o annientanti dal potere o dall'ignoranza».
Jancar, 68 anni, ha ritirato il premio nel corso di una cerimonia che si è svolta, ieri mattina, nel Teatro san Francesco di Pescina. «Narratore, saggista, drammaturgo, pubblicista», si legge nella motivazione con cui la giuria ha assegnato il premio, «Drago Jancar, con una scrittura realistica e fantasiosa, con uno stile intriso di sottile ironia, si fa squisito cantore della sua Slovenia, della libertà, dei valori democratici, del sentimento dell’amicizia tra popoli. Quanto più, questi, sono perseguitati o annientati dal potere o dall’ignoranza, tanto più, “cristianamente”, risuonano alti, luminosi, universali».
Con Drago Jancar, a ritirare i riconoscimenti, c’erano, ieri mattina, anche i vincitori delle altre sezioni del Premio Silone. Per la Tesi di laurea quinquennale sono risultati primi a pari merito Leila Kechoud (dell’università d'Annunzio» di Chieti-Pescara) e Matteo Iarlori (dell’università statale di Pisa). Leila Kechoud ha vinto il premio, si legge nella motivazione, «per aver descritto la ricchezza della produzione intellettuale di Silone e la ricezione del suo messaggio nel mondo attraverso un’ampia analisi tematica e stilistica della sua opera». Il riconoscimento è stato assegnato a Matteo Iarlori «per aver sottolineato in modo rigoroso il valore della proposta Siloniana quale fuoriuscita dagli alienanti meccanismi sociali attraverso una “alternativa umana” e letteraria»,
E’ seguita, poi, la consegna dei premi per la sezione Scuole secondarie di secondo grado della Regione Abruzzo,che sono andati agli studenti Alessandro Tibaldi del liceo classico Torlonia di Avezzano; Cecila Pelino dell'istituto tecnico economico per il turismo . Argoli di Tagliacozzo; Augusto Ranalli della sezione di Ortona del liceo scientifico Volta di Francavilla; Valeria Apostolo dell'istituto tecnico statale economico Galilei di Avezzano; e Dea Peleksic dell'istituto tecnico commerciale per geometri Aterno-Manthonè di Pescara.
Il Premio Fontamara, invece, è stato conferito a Emanuele Felice, giovane ma affermato studioso abruzzese. Lancianese, 39 ani, Felice è professore associato di Economia applicata all’università d’Annunzio. A lui la giuria ha riconosciuto la capacità di fornire «un nuovo filo d’Arianna per avventurarsi nel labirinto degli studi sulla “questione meridionale“ senza restarne confusi, a cavallo tra studi di scienza economica e sociale, procedendo senza nascondere simpatie e antipatie nei confronti dei diversi filoni storici già noti, ma esprimendo una propria convinta posizione».
Infine, la menzione speciale “Che fare? A Fontamara…” in seno al Premio è stata data allo studioso e storico di Pescina, Diocleziano Giardini, cultore di storia e tradizioni locali, custode dell’Archivio Ignazio Silone.
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