“Prima del silenzio” Gullotta in scena tra incubi virtuali

11 Febbraio 2015

TERAMO. Leo Gullotta con la pièce di Giuseppe Patroni Griffi “Prima del silenzio” al Comunale di Teramo. L’attore siciliano, amatissimo dal pubblico, è l'atteso protagonista del sesto appuntamento...

TERAMO. Leo Gullotta con la pièce di Giuseppe Patroni Griffi “Prima del silenzio” al Comunale di Teramo. L’attore siciliano, amatissimo dal pubblico, è l'atteso protagonista del sesto appuntamento della stagione di prosa, allestita per il decimo anno dalla Società della musica e del teatro Primo Riccitelli per il Comune con la direzione artistica di Ugo Pagliai. Rappresentazioni stasera alle ore 21 e domani in doppia replica alle 17 e alle 21. Con Leo Gullotta e Eugenio Franceschini, attori in carne e ossa, la pièce vive anche delle “apparizioni” digitali di Sergio Mascherpa, Andrea Giuliano e, soprattutto, Paola Gassman.

La regia è di Fabio Grossi, le musiche sono firmate dal compositore abruzzese Germano Mazzocchetti, video di Luca Scarzella, disegno luci Umile Vainieri. Produce, con Fuxia contesti d’immagine, il Teatro Eliseo, che fu diretto proprio da Giuseppe Patroni Griffi (al quale è intitolato il Piccolo Eliseo) insieme a Giorgio De Lullo e Romolo Valli, fondatori della Compagnia dei Giovani. E fu di ritorno dall’ultima recita all’Eliseo di “Prima del silenzio”, interpretata insieme a un giovane Fabrizio Bentivoglio, che Romolo Valli morì in un incidente stradale sull’Appia Antica la notte del 1º febbraio 1980.

L’aristocratico napoletano Giuseppe Patroni Griffi (1921-2005), allievo di Luchino Visconti, romanziere, drammaturgo, sceneggiatore, regista, affidò la sua pièce “Prima del silenzio” appunto alla Compagnia dei Giovani, che la portò in scena nel 1979 con la regia di De Lullo. Teatro fondato sulla forza della parola, “Prima del silenzio” rappresenta il confronto tra la generazione adulta, che sconta gli errori del passato, e quella dei giovani, con gli errori del futuro. In scena un ragazzo non ancora ventenne e un uomo maturo. Per l’uomo le parole sono comunicazione e creatività, possibilità di far rivivere il passato con i ricordi e di lottare e sopravvivere; per il giovane le parole, poche, servono solo a prendere atto della realtà.

«Scritto negli anni Settanta», spiega Fabio Grossi nelle note di regia, «il testo risulta ancor vivo per tematiche e concetto. La storia racconta le scelte, pur’ anche rivoluzionare per la casta che lo ha inglobato per tutta la sua vita precedente, di un uomo, del quale non ci viene fornito il nome. Lo spettacolo si svolgerà attraverso la presenza in scena del protagonista e del suo co-protagonista, mentre gli autori del percorso sensoriale del Nostro Lui, assumeranno essenza digitale: appartenendo la nostra rappresentazione a un’era atta al virtuale, anche l’incubo assume la forma di un etere affollato di ricordi, passioni, depressioni e angosce. Tutti i Nostri, vestiranno l’essenzialità del ruolo: un Uomo, durante la considerazione della sua vita, abbandona orpelli, inventati per giustificare realtà distorte. Un racconto tecnologico per una sensazione assoluta. Ma la Poesia avrà sempre e comunque la sua centralità vivificante». Info: 0861 243777, primoriccitelli.it.

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