Quando Ennio Di Francesco arrestò Pannella
PESCARA. «Se come funzionario ho dovuto applicare una legge anacronistica e iniqua, come cittadino mirante a una società più giusta e umana, non posso non esprimerle stima e ammirazione». È il...
PESCARA. «Se come funzionario ho dovuto applicare una legge anacronistica e iniqua, come cittadino mirante a una società più giusta e umana, non posso non esprimerle stima e ammirazione». È il telegramma inviato dall'ex commissario Ennio Di Francesco a Marco Pannella dopo avergli messo le manette per aver fumato uno spinello in pubblico a Roma. Era il 2 luglio 1975 e Di Francesco, allora capo della Narcotici, racconta questo e altri episodi nel suo Una disobbedienza civile e un arresto (Booksprint edizioni) che presenta al Fla domani alle 16, al Museo delle Genti. L'attrice Paola Capone leggerà brani del volume scritto a quattro mani con Valter Vecellio. Prefazioni di Pannella, don Andrea Gallo e Gianfranco Spadaccia.
Di Francesco pagò un prezzo alto per l'iniziativa: fu trasferito all'Ufficio passaporti. In seguito rivelò: «Quaranta anni dopo mi iscrissi al Partito Radicale, fu un atto di gratitudine per le tante battaglie portate avanti».
