“Quando”, la speranza nel futuro di Veltroni

29 Marzo 2023

Il regista parla al Festival di Bari dell’opera: Marcorè è Giovanni, che si sveglia dopo 30 anni di coma

ROMA. Nonostante la storia, che poteva ammantarsi di ideologia, non si può dire che “Quando” di Walter Veltroni sia un’operazione nostalgica, ma piuttosto un film sull'eterno valore dei sentimenti. «Non c’è nostalgia in questo film, ma casomai speranza nel futuro, ha detto ieri Veltroni al Bif&st (il Bari International Film Festival che si tiene, ogni anno, dal 2009) parlando del nuovo film in sala da domani, 30 marzo, con Vision Distribution e tratto dal libro omonimo dello stesso autore/regista. In “Quando” va in scena la singolare vita di Giovanni Piovasco (Neri Marcorè) che, per causa di forza maggiore, va in pausa nell’estate del 1984 a Piazza San Giovanni. Qui, durante la commemorazione per la morte di Enrico Berlinguer, l’asta di una bandiera cade sulla testa di Giovanni. Per lui trentuno anni di coma e, alla fine, un inaspettato risveglio nel segno dell’Internazionale che si ritrova a cantare. Certo per l’uomo, ormai cinquantenne, tutto è cambiato dopo trenta anni: il suo mondo non c’è, non c'è più la famiglia e l’amata fidanzata Flavia. E non c’è più neppure l’amato Partito comunista. È tutto nuovo. A fargli da guida ci saranno Giulia (Valeria Solarino), una tormentata suora che si è presa cura di lui negli ultimi anni della sua degenza, e Leo (Fabrizio Ciavoni), un ragazzo problematico affetto da mutismo selettivo. Grazie a loro, Giovanni troverà il modo di riuscire a comprendere la sua nuova esistenza e ad affrontare il passato, che ritornerà nelle sembianze di Francesca, la figlia avuta nella sua precedente vita. Nel cast anche: Olivia Corsini, Gianmarco Tognazzi, Dharma Mangia Woods, Ninni Bruschetta, Anita Zagaria, Elena Di Cioccio, Carlotta Gamba, Luca Maria Vanuccini, con l’amichevole partecipazione di Massimiliano Bruno, Michele Foresta, Stefano Fresi, Andrea Salerno, Luca Vendruscolo, Pierluigi Battista e Renato De Angelis. «Certo», spiega Veltroni al Bif&st, «c’era già il romanzo sull’argomento, ma che risale a qualche anno fa. Questo film, come il libro, è ambientato nel 2014 e da allora, va detto, è passato quasi un decennio carico di avvenimenti. “Quando” è un film che parla di una nuova nascita, un film sulla ricerca del vuoto».
E ancora sullo sguardo l’autore spiega: «Mi piace la libertà dello sguardo, l’assenza di sovrastrutture di chi, come i ragazzi, non ha troppi condizionamenti, un mondo in cui la dimensione personale si interseca nella grande storia».
C’è poi chi chiede a Veltroni: le manca il partito? «No», ribadisce, «nessuna nostalgia se non nella sfera personale. Era un posto dove si stava bene, ci si sentiva tutti dalla stessa parte, si discuteva, ma nel film spero di trasmettere un senso di speranza. Non è vero insomma che tutto è finito, credo invece ci sia una luce fuori». Spiega infine a Bari Neri Marcoré del suo singolare ingaggio nel film: «Avevo fatto una traversata oceanica in barca e mi ero portato diversi libri da leggere tra cui “Quando”. Finito il viaggio, ho subito telefonato a Veltroni dicendo che il libro mi era piaciuto molto e suggerendogli poi di farne un film. E lui mi ha subito detto che ci stava già lavorando». (f.g.)