«Quanto sono crudeli le fiabe»

16 Maggio 2016

Cunningham in “Un cigno selvatico” riscrive dieci celebri favole

TORINO. Amore, morte, malefici e incantesimi. Il mondo delle fiabe raccontate per secoli ci «rivela che il presente è simile al passato. In migliaia di anni non è cambiato poi così tanto» dice Michael Cunningham, lo scrittore Premio Pulitzer di Le Ore, al Salone del Libro di Torino con il suo ultimo libro Un cigno selvatico (La Nave di Teseo), in cui ha reinventato dieci favole classiche da Raperonzolo ad Hansel e Gretel, da Jack e la pianta di fagioli a La bella e la bestia.

«Non mi interessava tanto cambiarle perché le amo. Non ho voluto scegliere un filone tematico, mi sembrava troppo accademico, ho scelto le fiabe che mi piacevano di più da bambino, andandomi a cercare le versioni originali che sono molto più dark e violente delle mie», sottolinea lo scrittore.

È il caso di Cenerentola: «Alle due sorellastre vengono tagliate le dita dei piedi per far entrare la scarpetta e due uccelli le staccano gli occhi. Anche nella Bella Addormentata il principe bacia una bella donna che dorme, ma il bacio non funziona. Torna e la bacia di nuovo e funziona. In realtà hanno avuto un rapporto. Questo non c'è in Walt Disney» dice ridendo lo scrittore che non ha preso però in considerazione queste fiabe nel libro.

Tra quelle che ci rappresentano meglio che ha reinventato, la storia del cigno selvatico. «Il fratello che resta con un ala di cigno che spunta dal suo corpo non lascia che questa diversità si esprima nella sua bellezza. Questo non accettare la diversità succede a molti di noi. Nella tradizione fiabesca i personaggi sono archetipi. Non sono uomini e donne completi, manca loro la complessità. Ho voluto provare a comprenderli meglio» aggiunge Cunningham.

Il Premio Pulitzer spinge a chiedersi: «Perché la moglie del gigante che abita sopra una nuvola lascia entrare in casa un ragazzino che le ruba l'oro? Forse nel suo matrimonio non funziona tutto bene» dice lo scrittore.

Il libro che presenta a Torino è una parentesi nel lavoro di scrittore di Cunningham, che sta lavorando a un nuovo lungo romanzo: «Il segreto - dice - è non perdere interesse nella scrittura di un libro, come in un matrimonio le cose vanno bene e male, ma finisce quando si perde l'interesse». «È la storia - anticipa lo scrittore - di una famiglia attraverso tante generazioni, per 100 anni, ambientata in Usa e in parte in Europa. Ogni sezione è collocata in un periodo storico diverso, dalla depressione al boom economico anni '50 e così via. È un libro sul piacere e il denaro».

In realtà «anche tante fiabe hanno come tema la ricerca del denaro, i poveri che cercano di elevare la loro condizione. I personaggi vogliono arrivare al castello» conclude lo scrittore che vive a New York. Un cigno selvatico è tra i titoli che più venduti della nuova casa editrice La Nave di Teseo al Salone del Libro di Torino che si chiuderà oggi.

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