Quella storia infinita del Tango a Parigi

Nel 1972 il film dello scandalo con Brando e la Schneider: «Maria non mi perdonò mai quella scena...»
ROMA. È un film maledetto e per questo stesso di culto «Ultimo tango a Parigi» che Bernardo Bertolucci, scomparso ieri a 77 anni, cominciò a pensare nel 1971 dopo «Il conformista» mettendo su una sceneggiatura una sua fantasia sessuale (l'amore con una sconosciuta incontrata per strada).
Dopo il rifiuto del soggetto dalla Paramount, fu il produttore di Sergio Leone, Alberto Grimaldi a dare fiducia al regista parmigiano.
Proprio l'alto tasso erotico fu la causa di tanti rifiuti - Dominique Sanda e Jean Louis Trintignant, Alain Delon e Jean Paul Belmondo («pornografia»).
Alla fine, la storia cupa dei due solitari amanti casuali in un pied-a-terre di Parigi trovò i due protagonisti: Marlon Brando, 48 anni nel 1972 e la francese Maria Schneider, all’epoca appena maggiorenne.
Il film scandaloso, con un grande successo di pubblico, fu unico caso italiano condannato al rogo nel 1976 (furono salvate alcune copie che oggi sono conservate presso la Cineteca Nazionale).
«Ultimo tango a Parigi» poi riabilitato dalla censura nel 1987, con incassi stratosferici e riuscito in versione restaurata 4k nel 2018 a cura della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia e presentato alla presenza del regista al Bif&st di Bari.
Ma è la scena cult della pellicola, quella del rapporto anale tra Paul (Brando) e Jeanne (Schneider), passata alla storia come la 'scena del burrò ad avere avuto per quasi 50 anni una vita propria con pesanti strascichi anche personali.
Bertolucci ne ha parlato tante volte perché sin da subito cominciò la leggenda di quelle sequenze.
Quando nel 2011 morì a 58 anni Maria Schneider, il regista affermò: «La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e almeno per una volta, chiederle scusa».
Bertolucci ricordava: «Maria mi accusava di averle rubato la sua giovinezza. In realtà era troppo giovane per poter sostenere l'impatto con l'imprevedibile e brutale successo del film».
La Schneider ne fu travolta e in un'intervista raccontò che la scena del burro non era in copione ma che fu un'idea di Marlon Brando.
Bernardo Bertolucci alla Cinematheque francese confermò «di avere deciso insieme a Marlon Brando, di non informare Maria che avremmo usato del burro. Volevamo la sua reazione spontanea a quell'uso improprio. L'equivoco nasce qui».
«Qualcuno», aggiunse il regista, «ha pensato, e pensa, che Maria non fosse stata informata della violenza su di lei ma Maria sapeva tutto perché aveva letto la sceneggiatura, dove era tutto descritto».
Prigioniera della Jeanne di «Ultimo tango», Maria Schneider scomparsa nel 2011, per tutta la vita ha portato rancore al suo regista: «Quella scena non volevo farla e mi sono sentita quasi violentata».
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