«Ragazzi, studiate per avere successo»

Mazzocchetti: con la mia scuola restituisco all’Abruzzo un po’ della mia fortuna
PESCARA. Musica e insegnamento: sono i due binari su cui corre la vita di Piero Mazzocchetti, apprezzatissimo cantante “crossover” che con la voce spazia dalla lirica al pop, senza confini apparenti. Pescarese Doc, dopo i successi ottenuti nel mondo e un terzo posto tra i “big” al Festival di Sanremo, Mazzocchetti ha scelto di tornare in Abruzzo per fondare, nel 2010, la Crossover Academy. Un progetto di cui parla con autentica passione e determinazione, soprattutto dopo la riapertura a maggio, tra le difficoltà del post-Covid.
Il settore dello spettacolo ha sofferto durante il lockdown. Com’è ora la situazione?
«Ho voluto riaprire la Crossover Academy il prima possibile proprio per dare un messaggio di continuità e di speranza, dopo le difficoltà del confinamento. Mi sono accorto che quello della musica è il settore più colpito, insieme al teatro: facciamo spettacoli dal vivo e l’impossibilità di riempire al massimo i teatri ci penalizza moltissimo. Ho fatto concerti in piazze abbastanza grandi, dove era possibile avere un certo numero di spettatori. Ma in inverno, con i concerti al chiuso, la situazione sarà più problematica».
Una difficoltà che, per ora, non sembra avere soluzioni immediate...
«Infatti. A giugno avevo avuto impressioni positive, ma è stata un’illusione. Per un po’ si è parlato di noi, durante la fase acuta dell’emergenza, ma quando si sono spenti i riflettori, si è fermato tutto. Nei luoghi in cui il comparto riceve sovvenzioni, soprattutto all’estero, si sopravvive. Ma qui, dove i teatri erano già fortemente indebitati, si va in difficoltà e gli abbonamenti, praticamente dimezzati, non sono sufficienti a tenere a galla le strutture. E non vedo, da parte del governo, investimenti massicci, come invece, giustamente, accade per le imprese.
Non sono molti i cantanti abruzzesi ad aver raggiunto il grande successo. È un problema di preparazione?
È vero, prima c’erano poche strutture: anche io, dopo aver frequentato il Conservatorio a Pescara, sono dovuto andare fuori. Sono stato in Germania, a fare piano bar a Monaco di Baviera, e sono stato fortunato. Poi l’amore per la mia terra ha avuto la meglio e ho scelto di tornare qui. Ora mi considero un privilegiato: grazie all’accademia che ho creato, ho la possibilità di restituire un po’ della mia fortuna a questi ragazzi. E i ragazzi credono nella musica, stanno rispondendo nel modo migliore, anche ora, nella difficoltà. I nostri talenti spesso son dovuti andare fuori, ma penso che sia importante tornare e mettere a disposizione le proprie idee: l’Abruzzo ha problemi ad essere scoperto, dobbiamo portare i casting, gli spettacoli, qui.
Cosa pensa dei talent show, che ormai sembrano l’unico trampolino di lancio verso il successo per i giovani?
I talent sono una grande opportunità da usare con intelligenza. Sono un punto di partenza, poi è lo studio che fa crescere e permette di affermarsi. La formazione è importante: io organizzo ogni mese un masterclass con Maria Grazia Fontana, coach di Amici; faccio venire il maestro Beppe Vessicchio. Poi, i ragazzi hanno bisogno di un palcoscenico, perché il pubblico ti carica, ti esalta. Ma sono poche le realtà in Abruzzo che permettono questo: alla Crossover Academy, gli studenti troveranno sempre un palco su cui esibirsi.
Cosa consiglia a un ragazzo che vuole intraprendere una carriera nello spettacolo?
Consiglio ai giovani di studiare, di prepararsi, di individuare una struttura valida nella propria terra, perché ci sono tante possibilità anche qui.

