Renato Zero: «I miei 70 anni in note»

28 Novembre 2020

“Zerosettanta volume uno” chiude la trilogia dell’artista: «Penso molto a Maradona»

ROMA . «Sono stato abituato a vivere il Natale con la ritualità essenziale: ho sposato questa tradizione, mi mancherebbe la messa di mezzanotte, non c’è bisogno del cenone sfarzoso e dobbiamo mettere in tavola la nostra sensibilità». Parole sante pronunciate da Renato Zero in chiave pandemica durante l’incontro a distanza per la presentazione dell’album Volume uno che chiude la trilogia di Zerosettanta.
Un pensiero il cantautore l’ha subito per Diego Armando Maradona. «Ho tutt’ora un dialogo su Maradona con Gianni Minà», confida. «Pur non avendolo mai conosciuto è come se fosse mio cugino per i suoi racconti anche se lui non ha mai accettato il Maradona sulle righe e fa una sorta di ammenda sul suo privato». «Questo distacco dalla normalità», dice poi parlando della pandemia, «ci penalizza tutti, ma ci rifaremo, almeno questo è l’auspicio e mi auguro che si riprenda a vivere. Ho il conforto di avere una famiglia numerosa, ho un figlio con due nipoti straordinari. Mi manca l’incontro del pre-Covid, quella password che ti apre al mondo, che ti fa sentire padrone della strada, di conversare, di utilizzare il tavolo di una trattoria per fare amicizia, per raccontarsi».
In questo terzo ed ultimo capitolo si snodano 13 nuovi brani. «Ecco dunque la mia ultima produzione, il terzo di tre album: perfetti, per festeggiare le mie stagioni con grande soddisfazione», presenta. «Quaranta brani, rappresentativi di un trascorso che qui vuole ribadire lo sforzo e l’attenzione verso quella coerenza che mi ha sempre contraddistinto. Il filo del discorso sono questi miei rumorosi 70 anni, riflessioni e bilanci, tracce del mio passaggio». Renato Zero non ha in progetto concerti per il 2021. «Mi attengo alle regole e lo farò quando mi verranno date delle garanzie», conclude. «Continuo a lavorare non solo sul palco o nella sala di registrazione, ma anche in un bar, all’aperto, in un taxi, perché prendo spunto da quello che vivo. Guardo avanti, anche se il mio futuro si è andato assottigliando, non incidendo sulla mia creatività».
Franco Gigante