Robert e Jane: «Siamo ancora innamorati»

2 Settembre 2017

Redford e Fonda alla Mostra di Venezia per il Leone d’oro alla carriera. L’attore: «Volevo un film con lei prima di morire»

VENEZIA. «Hai sentito la domanda?», dice Robert Redford a Jane Fonda. «Certo, mica sono sorda», risponde lei. «Robert bacia ancora benissimo, come quando avevamo 20 anni. Avevo fantasie su di te quando eravamo giovani, non posso negarlo», dice Jane Fonda a Robert Redford. «C'erano cose dette e non dette, ci siamo piaciuti molto», replica lui. «Ormai è troppo tardi», prosegue lei, «ma ce ne sono altre di cose che non sai». «E ti sembra il caso di dirlo davanti a tutti?», risponde lui.
Basterebbero questi siparietti a inquadrare la grandezza dei due. Affettuosi, autoironici, divertiti, eccitati, amorevoli come una vecchia coppia che non ha smesso perlomeno di sopportarsi e di volersi bene. 160 anni in due, 81 lui 79 lei, le due leggende di Hollywood sono anche i due Leoni d'oro alla carriera di Venezia 74, che hanno ricevuto, ieri sera, in Sala Grande prima della proiezione del film che li ha fatti ritrovare su un set a 50 anni da “A piedi nudi nel parco”. Il film è “Le nostre anime di notte “(Our souls at night), tratto dal best seller di Kent Haruf e diretto da un giovane regista indiano, Ritesh Batra, «un figlio del Sundance», come orgogliosamente lo ha definito Redford che alla scoperta di nuovi talenti e al cinema indipendente ha consacrato tutta la sua vita professionale.
Sex symbol negli anni '60 e '70, entrambi ancora attraenti, consapevoli di dare al pubblico del festival quello che si aspettano da loro, non si sono risparmiati al photocall, sempre affiatati, per mano, abbracciati, è stata una tenerezza vederli e gli applausi sono stati lunghissimi a ogni incontro con il pubblico. Il film, che è Fuori Concorso ed è prodotto da Netflix, non si vedrà in sala, ma in streaming su internet per gli abbonati alla piattaforma dal 29 settembre. E non delude, anzi: è una storia delicata di amore senile davvero ben scritta e calibrata, a parte l'interpretazione fantastica dei due protagonisti cui basta un alzare di sopracciglio, un'espressione lieve dello sguardo per emozionare.
«Volevo fare un ultimo film con Jane», dice tenerissimo Redford, «prima di morire. E poi questa storia è magnifica: ad ogni età c'è bisogno di storie d'amore e questa riguarda le seconde possibilità, uno spunto di riflessione per chi invecchia. L'industria del cinema si rivolge ai giovani, Le nostre anime di notte spera di interessare anche loro«. Bandiere del cinema americano democratico, impegnato, politico, Redford & Fonda si sono tenuti lontani volutamente dal tema. «Non voglio parlare di politica», spiega Redford con Fonda che aggiunge: «Voglio solo pensare in termini di speranza ora che viviamo in tempi in cui non ne abbiamo abbastanza».
Più di Trump li ha appassionati parlare dell'ambiente: «È la cosa più importante, dobbiamo salvare il pianeta, fare il massimo per evitare disastri climatici», si infiamma Jane mentre Redford aggiunge: «Siamo responsabili per le generazioni future, dobbiamo preoccuparci delle conseguenze di come trattiamo questa Terra».
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