ROCCO HUNT: «PESCARA HA LO STESSO CUORE DELLA MIA SALERNO» 

Il cantautore campano torna dopo nove anni nella città adriatica «Una bella sensazione portare qui le mie canzoni in napoletano»

PESCARA. «Sono cresciuto abbastanza in fretta da una famiglia solida che non aveva molti mezzi. Infatti, per un po’ ho lavorato anche in una pescheria. Poi ho iniziato presto a esibirmi nelle feste di piazza e lì ho sentito una certa responsabilità che mi ha fatto crescere». Era l'agosto del 2014, fresco nella vittoria nella sezione Nuove proposte a Sanremo con Nu juorno buono, Rocco Pagliarulo - per tutti Rocco Hunt - si apprestava con queste parole a salire sul palco del teatro d'Annunzio. Oggi, esattamente nove anni dopo, il cantautore e rapper salernitano è pronto a tornare sullo stesso palco con rinnovato entusiasmo. Mercoledì 23, alle 21, il suo il Summer Tour 2023, prodotto da Color Sound, farà tappa al Teatro D’Annunzio di Pescara, in un appuntamento organizzato da Elite Agency Group. Accompagnato dalla sua band formata da Valerio Nazo (dj), Alessio Busanca (tastiere), Gianluca Brugnano (batteria), Rocco Hunt promette di far cantare e ballare il pubblico con una scaletta che spazia dai suoi brani di repertorio alle più recenti hit multiplatino.
Non mancano sorprese, brani inediti e l’ultimo singolo Non litighiamo più, stabile nella top 50 di Spotify che, con un susseguirsi di immagini evocative di spaccati di vita vissuta, accompagnate da un sound fresco e travolgente, racconta un amore forte, solido, che a ogni litigio, ripicca o caduta torna in piedi più forte di prima. Il rapper ha scritto Non litighiamo più con la collaborazione di Paolo Antonacci e Davide Simonetta, che lo ha anche prodotto. Il brano si muove artisticamente tra il presente e le sue origini di poeta urbano che lo hanno fatto conoscere ed apprezzare. Sulla sua estate ancora l'eco di due serate speciali: L’ammore overo – una notte fantastica, il doppio concerto evento ideato da Alessandro Siani che ha infiammato l’Arena Flegrea di Napoli il 5 e il 6 luglio.
Rocco, dopo nove anni, ancora una volta si appresta a suonare al Teatro D'Annunzio. Che effetto fa tornare sullo stesso palco a distanza di tempo?
«Nel caso di Pescara è una bella sensazione. Quello fu tra i primi concerti importanti della mia carriera e ricordo il calore di tanti sostenitori che ho incontrato anche dopo aver suonato, al momento del firmacopie dei cd. Mi ha sempre fatto piacere portare la mia musica, le mie canzoni in dialetto napoletano».
Del resto, l'aria che si respira in posti come Pescara non è poi diversa dalla sua Salerno.
«Sì, trovo questo contesto compatibile con la mia città, dal lungomare agli spazi urbani. Ne riconosco una certa somiglianza, una certa vicinanza emotiva. Un cuore che batte allo stesso ritmo».
Pensando a Salerno, non me ne voglia, mi viene in mente Vincenzo De Luca...
«Non parliamo di politica, per favore».
In verità, evocando De Luca a tutto pensavo tranne che alla politica. Comunque... un giudizio su Alessandro Siani almeno posso chiederlo?
«Un grande professionista. Con lui c'è amicizia e intesa. Grazie ai suoi monologhi e alle sue battute un mio concerto diventa un vero e proprio show, sono entusiasta di questa collaborazione».
In qualche modo, il vostro impegno contribuisce anche a divulgare la tradizione campana in giro?
«Di questo sono convinto, anche in virtù dei successi raccolti in Spagna e in Francia, alla luce dei quali cerco anche canzoni impegnate da aggiungere al mio repertorio rap e hip hop. La Campania è una terra meravigliosa e quando vado in scena sento di muovermi sui solchi tracciati da Pino Daniele, Enzo Avitabile, Nino d'Angelo».