Sabbatini: con noi rivive la grandezza di Jacko

9 Maggio 2024

Il batterista racconta “Human Nature Live Show”: stasera sul palcoscenico di Pescara la leggenda di Michael Jackson

PESCARA. La leggenda di Michael Jackson rivive sul palco del teatro Massimo di Pescara. Andrà in scena questa sera Human Nature Live Show, uno spettacolo in cui troveranno spazio tutti i più iconici brani del repertorio del «re del pop», così come lui stesso li aveva programmati per il suo ultimo show “This Is It”, mai approdato sul palco per la prematura scomparsa dell’artista nel 2009.
Straordinarie coreografie eseguite da sei ballerini, costumi scintillanti, coristi, musicisti e un impersonator, Miguel Concha, che creerà l’illusione di avere nuovamente sul palco Jacko: questi gli elementi di successo di uno show che da dieci anni gira il mondo, crescendo sempre di più sotto tutti i punti di vista. A fornire qualche anticipazione è il batterista marchigiano Alessandro Sabbatini, ideatore dell’evento e tra i protagonisti in scena questa sera.
Sabbatini, quando è nata la sua passione per Jackson?
Nel 1987, quando l’ho visto per la prima volta a Londra. Sono rimasto affascinato dal personaggio e ho iniziato a seguirlo.
Lo spettacolo, invece?
Lo spettacolo è nato nel 2011 quando partecipai a un tour in America nei luoghi famosi di Michael Jackson, dove facemmo anche il primo volo in elicottero su Neverland. In quell’occasione ho assistito a un’esibizione del suo batterista, Jonathan “Sugarfoot” Moffett, con il quale ci sentivamo già su Facebook e che lanciò l’idea di fare uno spettacolo diverso da quelli che esistevano. Rientrato in Italia ne ho parlato con il tastierista Stefano Mainardi, che oggi è il mio socio, e che all’epoca non sapevo avesse la mia stessa passione.
Quanto tempo ci è voluto per metterlo in piedi?
Devo ammettere che non è stato facile. Abbiamo avuto 6/7 mesi di buio perché lavoravamo tanto ma non arrivavamo dove volevamo. Poi abbiamo avuto la fortuna di lavorare con il suo tastierista, Greg Phillinganes, che ci aiutato a fare tutti i suoni che Jackson utilizzava. Da lì lo spettacolo ha iniziato a prendere forma, abbiamo trovato i ballerini e poi l’impersonator... nel 2013 allo stadio di Civitanova Marche c’è stato il debutto.
E come siete arrivati a Miguel Concha?
Tramite i social. Lui aveva avuto già esperienze importanti, era molto preparato dal punto di vista tecnico ed era abituato a lavorare su grandi palchi. Lui è stata sicuramente la scelta migliore che potessimo fare.
Quando avete capito che avevate ideato qualcosa di grande?
Sinceramente lo abbiamo capito dal primo spettacolo. Nonostante fosse un decimo di quello che facciamo adesso, abbiamo avuto subito un grande successo. E lo stiamo confermando anche in questo nuovo tour che è partito a dicembre e dove, finora, non c’è stata una data che non sia stata superiore alle aspettative.
Che cosa aspettarsi da questo show?
Abbiamo deciso di fare un “The best of”, scegliendo i brani più famosi e coreografati perché puntiamo a rendere lo show più spettacolare possibile. L’obiettivo è di tenere l’attenzione del pubblico sempre al massimo.
È uno spettacolo rivolto anche a chi non conosce Jackson?
Sì, assolutamente. Anzi, non vogliamo fare il paragone con il nostro maestro, che non reggerebbe. Vogliamo far rivivere, anche se in piccola parte, la grandezza del personaggio per regalarla a chi non lo ha visto dal vivo.
C’è un luogo dove vi piacerebbe portare lo spettacolo?
Io sogno il Madison Square Garden di New York, la Royal Albert Hall di Londra, il Red Rock a Las Vegas, l’Arena di Verona...
Se potesse incontrare Jacko, che cosa gli direbbe?
Gli direi “prometto di non fare più lo show, adesso continua tu”. A parte gli scherzi, il mio più grande rimpianto è proprio di non averlo conosciuto personalmente. Nel 2009 stavo organizzando un viaggio in America per settembre ed ero pronto a fare di tutto per incontrarlo e parlare con lui, a costo di finire arrestato o picchiato dalle sue guardie. Invece a giugno è morto e parlare di delusione è un eufemismo. Ora però, se me lo trovassi davanti non saprei cosa dire.
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