San Francesco e il Sultano, il dialogo nell’arte

Approda a Tagliacozzo e a Celano la mostra fotografica del percorso iconografico di quell’incontro tra fedi di 800 anni fa
CELANO. Cristianità e Islam, un incontro straordinario quello del settembre 1219 tra Frate Francesco e il Sultano del Cairo. Nell’ottavo centenario dell'incontro a Damietta, in Egitto, tra il frate d’Assisi e il sultano al-Malik al-Kàmil, un percorso iconografico racconta il “coraggio” di quel momento unico e pacifico tra fedi diverse.
In esposizione domani 3 agosto a Tagliacozzo, convento di San Francesco, e lunedì 19 a Celano (fino a 9 settembre) nel chiostro del convento di Santa Maria Valleverde, la mostra fotografica dedicata all’anniversario dello storico incontro avvenuto ottocento anni fa. Organizzazione curata dall’associazione AntiquaE di Flavia De Sanctis in collaborazione con i due Comuni e i frati di Tagliacozzo e Celano. Si tratta di un ricchissimo percorso iconografico con oltre cinquanta opere, che parte dalle primissime rappresentazioni dell’incontro negli affreschi e nelle miniature medievali per arrivare alle proposte di artisti contemporanei. Promossa dal Sacro Convento di San Francesco e dal Centro francescano internazionale per il dialogo dell’Ordine dei frati minori conventuali, in collaborazione con Coreis, comunità religiosa islamica italiana e l’Archivio fotografico del Sacro Convento, la mostra di San Francesco e il Sultano approda nel cuore della Marsica e sarà poi allestita a Bologna, Padova, Istanbul, Parigi, Zagabria, NewYork, Tokio, Seoul, DeliTua (Indonesia).
Si rievoca un incontro pacifico e dialogante, quello del settembre 1219, che oggi più che mai merita di essere ricordato quale evento straordinario. Un avvenimento reale, l’incontro faccia a faccia tra i due come attestato da varie fonti storiche. «L’evento che rappresentò all’epoca un unicum nel contesto delle relazioni conflittuali tra Cristianità e Islam.
Un modello di relazioni tra Cristianesimo e Islam improntate alla ricerca del dialogo e della pace», sottolineano i promotori citando Tommaso da Celano in “Vita prima di San Francesco”: «Era molto commosso dalle sue parole e lo ascoltava molto volentieri». La mostra arriva dalla Basilica di San Francesco in Assisi dove, in occasione della inaugurazione a maggio, sono intervenuti lo storico Franco Cardini, padre Silvestro Bejan, direttore del Centro francescano internazionale, e l’Imam Yahya Pallavicini, presidente del Coreis. Un catalogo in tre lingue – italiano, inglese, arabo – accompagna l’esposizione fotografica. La cronaca datata settembre 1219 racconta di Frate Francesco proveniente dall’accampamento dei crociati che assediano Damietta in Egitto, roccaforte musulmana. Francesco oltrepassa le linee dei combattenti per incontrare al-Malik al-Kâmil, sultano del Cairo e capo dell’esercito della Mezzaluna. Questi lo accoglie, lo ascolta. Al termine del dialogo Francesco è congedato in pace. L’evento è attestato da varie fonti storiche esterne e interne all’Ordine francescano, che forniscono un resoconto non sempre coincidente nei dettagli e nelle interpretazioni, ma concordano nell’attestare la realtà di un incontro vis à vis tra i due, e sembrano convergere su un punto importante: l’avvenimento suscitò la meraviglia dei contemporanei.
