Scompare a 80 anni Jacques Perrin

22 Aprile 2022

Da Zurlini a Magni, fu il Totò adulto in Nuovo Cinema Paradiso

PARIGI. Addio al grande attore, regista e produttore francese, Jacques Perrin, scomparso ieri all'età di 80 anni a Parigi. Ad annunciarlo i familiari. «La famiglia ha l'immensa tristezza di informarvi della scomparsa del cineasta Jacques Perrin, oggi 21 aprile a Parigi. Si è spento nella pace all'età di 80 anni», si legge nella comunicazione trasmessa dal figlio, Mathieu Simonet.
Perrin era nato a Parigi il 13 luglio 1941. Dagli anni Cinquanta in poi, ha girato in oltre settanta film, tra cui grandi successi come Les demoiselles de Rochefort nel 1967 e Peau d'âne nel 1970. Profondi i suoi legami anche con l'Italia, dove in molti ricordano le sue interpretazioni. Come il ruolo del giovane Lorenzo Fainardi innamorato pazzo di Claudia Cardinale nella Ragazza con la valigia di Valerio Zurlini (1961). Nel 1966, Perrin si aggiudicò due premi come miglior attore al Festival di Venezia per il film italiano Un uomo a metà e per il film spagnolo La busca. Nel 1988 interpretò il ruolo di Salvatore da adulto in Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, premiato con l'Oscar al miglior film straniero nel 1990: celebre la sequenza finale, con i baci censurati nel corso degli anni, ma “salvati” dal vecchio proiezionista, sulle note di Ennio Morricone. Memorabile fu anche la sua interpretazione in In nome del popolo sovrano (1990) di Luigi Magni, film storico-risorgimentale dove recitò nelle vesti del frate Ugo Bassi.
Uomo di cinema impegnato in una fitta filmografia dall'ampio respiro europeo, Jacques Perrin ha anche co-prodotto una quindicina di film, tra cui Z (1968) di Costa-Gavras, Il deserto dei Tartari (1977) di Valerio Zurlini, in cui interpretò il ruolo del giovane protagonista, il tenente Giovanni Drogo o Les Choristes (2004) del nipote Christophe Barratier.
Particolarmente legato alla difesa della natura, battaglia di una vita, ha coprodotto numerosi documentari su questo tema, tra cui Le Peuple singe (1989), Microcosmos: il popolo dell'erba (1996) o Himalaya: l'infanzia di un capo (1999). In seguito, ha realizzato lui stesso dei documentari, Océans (1999) e Il popolo migratore (2001) che venne visto da 2,9 milioni di spettatori soltanto in Francia e si aggiudicò il Premio César per il miglior documentario nell'anno 2011.
Il suo ultimo ruolo al cinema è stato in Goliath, thriller di Frédéric Tellier uscito in Francia lo scorso marzo che affronta la questione delle lobby e dei pesticidi. Oggi la Francia piange uno dei suoi più grandi cineasti.
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