Scrippelle o crêpes, il gusto che lega Francia e Abruzzo

31 Gennaio 2015

Quale delle due sia stata inventata prima, e da quale popolo, non è dato sapere Gioco di polso e rapidità: ecco i segreti per prepararle sottili al punto giusto

E' nato prima l'uovo o la gallina? E' stata inventata prima la crêpes o la scrippella? Interrogativi che trovano risposte indefinite che scaturiscono da credenze o da fonti storiche. Di certo c'è che l'uovo – primordiale scrigno che custodisce al suo interno un sole rosso, principio e causa della vita – è un elemento che trova uno dei suoi innumerevoli e meglio riusciti utilizzi in cucina, in una eterea sfoglia di liquido e farina che si presta a infiniti utilizzi: la scrippella.

Che si tratti di storia o di mito, è certo che le “crêpes” sono una specialità francese famosa in tutto il mondo, mentre le “scrippelle” sono una specialità teramana tipica della cucina abruzzese, famose in tutto il mondo. Non sappiamo se sono nate prima queste o prima quelle. Ma di certo sappiamo che gli angioini hanno “frequentato” i teramani e che potrebbero aver apprezzato il loro modo di fare queste leggerissime sfoglie, tanto da importarle oltralpe e farne un must della cucina francese. Ma potrebbe anche essere accaduto che i francesi, nei loro accasermamenti, avessero indugiato nelle preparazioni di queste soavi frittatine, attirando l'attenzione e la curiosità di quale teramano.

Le scrippelle si presentano come sottili “frittatine” preparate con farina, uova e acqua. Possono essere utilizzate per preparazioni in brodo ('mbusse) o asciutte (timballo).

Per prepararle si fa così: prendi un uovo e sguscialo in una terrina; aggiungi pari quantità di farina setacciata e di acqua (alcuni usano il latte, ma i “puristi” propendono per l'acqua); poi un pizzichino di sale, una grattatina di giallo di limone, un profumo di noce moscata. Con la frusta, amalgama tutti gli elementi fino ad ottenere un composto piuttosto fluido (la giusta densità è raggiunta se il composto, mescolato con un mestolo di acciaio, lascia una “velatura” sulla parte convessa di questo utensile quando lo stesso viene estratto). Per raggiungere la giusta consistenza, aggiungi poca acqua o poca farina. Lascia riposare per un'oretta in frigorifero.

Scalda, a fiamma moderata, due padelle con il fondo antiaderente e strofinale con una carta intrisa di poco olio di oliva. Nella padella numero 1 versa un mestolino del composto e (fuori dal fuoco) con un movimento rapidissimo e rotatorio del polso, distribuiscilo su tutta la superficie calda.

Riponi la padella sulla fiamma e lasciate cuocere per 30 secondi. Utilizzando un mestolo di legno e le dita, togli delicatamente la scrippella dalla padella numero 1 e rovesciala nella padella numero 2 dove la lasci cuocere per altri 30 secondi.

Nel frattempo versa un nuovo mestolino nella padella numero 1, ripeti l'operazione “di polso” e mentre la scrippella si cuoce nella padella numero 1, togli la scrippella dalla padella numero 2 e mettila ad asciugare su un piatto.

Vai avanti così fino a quando tutto il composto non sarà esaurito e ricordati di ingrassare di nuovo le padelle ogni 2-3 scrippelle. Tieni presente che, mediamente, per ogni uovo dovresti ottenere 3 o 4 scrippelle, a seconda dello spessore (ma più sono sottili e meglio é…).

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