«Se ora volo sul set lo devo al rigore appreso a Spazio 3»

La 21enne attrice teramana stasera su Canale 5 in “Il silenzio dell’acqua” con Angiolini e Pasotti
TERAMO. È nata una stellina? Lei rimane coi piedi saggiamente per terra ma, giovanissima, è già alla seconda fiction tv in prima serata, “Il silenzio dell’acqua”, e al debutto sul grande schermo con “Diabolik sono io”, film distribuito in tutta Italia. La teramana Claudia Stecher, 21 anni, bellezza luminosa, universitaria alla Bocconi di Milano, dove studia Economia e management per arte cultura e comunicazione, si era fatta notare in autunno nella fiction Rai con Gigi Proietti “Una pallottola nel cuore 3”. Claudia era la protagonista di puntata nell’episodio “Bestie feroci”, nel doppio ruolo di Diana, una ragazza scomparsa nel 2001 al Bioparco di Roma, e di sua figlia Rebecca.
Da stasera il giovane talento abruzzese torna sul piccolo schermo con la miniserie di Canale 5 “Il silenzio dell’acqua”, protagonisti Ambra Angiolini e Giorgio Pasotti. E dall’11 al 13 marzo la vedremo al cinema nel docu-film di Giancarlo Soldi “Diabolik sono io”, distribuito da Nexo, che ricostruisce la misteriosa sparizione nel 1962 di Angelo Zarcone, primo disegnatore del ladro mascherato inventato dalle sorelle milanesi Angela e Luciana Giussani. Formazione teatrale a Teramo nella scuola Spazio Tre, partecipazioni ai cortometraggi di Paola Randi (“La Madonna della frutta”) e Franco Di Domenico (“Fate la carità” e “Il ponte di Eistein-Rosen”), due lunghi nel 2018 ancora inediti al cinema (“Mi chiedo quando ti manderò” di Francesco Fei e “La natura degli angeli” di Joseph Lefèvre), Claudia Stecher racconta al Centro il suo personaggio ne “Il silenzio dell’acqua” e non solo. «Il mio è un ruolo secondario. Interpreto Eva, figlia di Nico, impersonato da Giordano De Plano. Nico viene sospettato nelle indagini sulla scomparsa di una ragazza, Laura (Caterina Biasiol). Eva è figlia di genitori separati, soffre per questa situazione. Vive con la madre ma è molto legata al padre, verso il quale nutre un senso di protezione».
È stato più impegnativo questo ruolo o quello di Diana/Rebecca?
«Nel “Silenzio dell’acqua” ho lavorato molto di più insieme agli altri attori, soprattutto con mio “padre” Giordano De Plano, per capire le varie dinamiche delle scene. Prima di andare sul set tutti ci siamo impegnati su un lavoro lungo e profondo su scene e personaggi. Le riprese sono state fatte da metà giugno a settembre a Trieste. Io ho girato alcuni giorni a luglio e poi di nuovo a settembre».
Passando a “Diabolik sono io”, a giudicare dal trailer sembra che lei interpreti Eva Kant. I capelli biondi raccolti, vestita di nero…
«Tutti lo pensano, il richiamo va subito a Eva Kant (ride) Il regista Giancarlo Soldi immagina di rispondere nel film alla domanda su dove sia finito il disegnatore del primo numero di Diabolik Angelo Zarcone. Io interpreto una ragazza misteriosa, scappata di casa, che incontra Zarcone e lo aiuta a riscoprire la sua storia. Sono una specie di Eva Kant per lui. La maggior parte del film è un documentario, con filmati e interviste a disegnatori e ai Manetti Bros, che stanno lavorando a un loro progetto su Diabolik, oltre a una rara intervista alle sorelle Giussani. Nelle parti di fiction invece ci siamo solo io e Luciano Scarpa (molto somigliante a Diabolik, ndc), che interpreta Zarcone».
Quando è nata la passione per la recitazione?
«In quarta elementare ho iniziato a frequentare la scuola di teatro di Spazio Tre, i corsi per bambini tenuti da Carla Piantieri. Sognavo di recitare ma ero una bambina timida, i miei genitori mi hanno iscritta per farmi sciogliere. È stata un’esperienza bellissima, una palestra emotiva che ti insegna ad aprirti, un gioco, un divertimento. Poi sono passata al corso di Silvio Araclio, 2 anni. Con Silvio è stato più un lavoro, ho imparato il rigore e la disciplina. Con lui ti fai le ossa. Una volta a Milano ho seguito il corso propedeutico della Scuola Paolo Grassi e un workshop alla New York Film Academy. Ora studio recitazione cinematografica con Luca Stano».
Sogno nel cassetto?
«Riuscire a far diventare questa passione un vero lavoro. Per ora non posso dire di essere un’attrice. Sto muovendo i primi passi».
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