Sesso a Hollywood, Spacey accusato di molestie

31 Ottobre 2017

L’attore Anthony Rapp rivela: «Mi fece delle avance quando avevo 14 anni» La stella di House of Cards: «Ero ubriaco, mi scuso». E fa coming out: sono gay

Il vento dello scandalo sessuale di Hollywood, iniziato un mese fa, con le accuse di molestie e stupro lanciate da alcune attrici (fra cui l’italiana Asia Argento) contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein, non si arresta più. Da ieri c’è un nuovo capitolo, che riguarda Kevin Spacey. Il 58 enne attore americano due volte premiato con l’Oscar (per I soliti sospetti nel 1996 e American Beauty nel 1999) è accusato di molestie sessuali da Anthony Rapp - l'attore che dà il volto a Paul Stamets nel film Star Trek Discovery - per un episodio che risale al 1986 quando Rapp aveva 14 anni. La denuncia da parte di Rapp ha indotto, in qualche maniera, Spacey a rivelare di essere gay, un fatto di cui, da tempo si vociferava ma che l’attore non aveva mai confemnato.
La star di House of Cards lo ha rivelato con un post su Twitter. Attraverso un lungo tweet, Spacey ha prima chiesto scusa a Rapp per la sua condotta riprovevole e ha poi deciso di fare chiarezza sul suo orientamento sessuale.
«Ho molto rispetto e ammirazione per Anthony Rapp come attore», ha scritto l’attore sul suo account di Twitter. «Mi ha fatto orrore sentire la sua storia. Sinceramente non ricordo quell'episodio che risale a più di 30 anni fa e che è frutto di un comportamento inappropriato legato ai fumi dell'alcol. Ma se mi sono comportato come lui dice, gli faccio le mie più sincere scuse».
« Questa storia», ha aggiunto Spacey, «mi stimola a raccontare di più sulla mia persona. Nella mia vita ho avuto relazioni sia con donne sia con uomini. Ho amato e avuto incontri romantici con diversi uomini nel corso della mia vita e ora ho deciso di vivere da uomo gay. Voglio affrontare la cosa onestamente e apertamente ».
In un'intervista rilasciata a Buzzfeed News, Rapp aveva spiegato, sabato scorso, come, dopo aver conosciuto Spacey, fosse stato invitato a un party a casa sua. Era l'unico ragazzino presente alla festa e annoiandosi aveva deciso di andare nella camera da letto dell'attore a guardare un po’ di tv.
Passata la mezzanotte però si sarebbe accorto di essere rimasto solo, dopo che tutti gli altri invitati avevano lasciato il party. A quel punto, sempre secondo Rapp, Spacey sarebbe entrato in camera salendo sul letto e, avvicinatosi a lui, gli avrebbe fatto delle avances a chiaro sfondo sessuale.
Rapp ha spiegato come da quell'episodio non abbia più parlato a Spacey e di come negli anni abbia avuto il coraggio di raccontare l'accaduto solo a familiari e amici. Ora però, scosso e mosso dallo scandalo Harvey Weinstein, ha deciso di riportare tutto ai media.
Intanto, a scendere in campo contro la pratica del ricatto sessuale nel mondo del cinema e altrove c’è anche un pezzo del mondo dell’arte. Oltre duemila artiste, galleriste, artiste, critiche e curatrici di musei hanno firmato una lettera-manifesto di protesta.
Nei giorni scorsi, Knight Landesman, editore della influente rivista Artforum, si è dimesso dopo esser stato accusato di molestie sessuali: le firmatrici della lettera hanno preso punto da questo episodio per denunciare anni di aggressioni e avance non volute, minacce, marginalizzazioni sul luogo di lavoro, intimidazioni da parte di chi ha il potere di controllare l'accesso alle risorse e le opportunità di carriera».
«È ora di dire basta», scrivono l'artista multimediale e vedova di Lou Reed, Laurie Anderson, la fotografa Cindy Sherman, e poi Lynn Nottage, Phyllida Barlow, Dominique Gonzalez-Foerster, Tania Bruguera e Jenny Holzer, quest'ultima che ha autorizzato il gruppo a riprodurre il testo del suo lavoro: “Abuse of Power Comes As No Surprise” (Ll'abuso di potere non è una sorpresa).
La lettera ha dato vita a una campagna sui social media all'insegna del “Not Surprised”.
«È il passo iniziale», ha spiegato Ruba Katrib, una curatrice di MoMa ps1. «Ora finalmente si comprende che c'è un problema vero che coinvolge una larga percentuale di persone che lavorano nel mondo dell'arte contemporanea».
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