Sette artisti abruzzesi in mostra a Mantova

13 Ottobre 2022

La collettiva alla Galleria d’arte Sartori curata dalla pittrice teatina Gabriella Capodiferro

CHIETI. Una “scommessa artistica”, frutto di studio, ricerca e impegno. Nasce da questo percorso la mostra che dal 15 al 27 ottobre vedrà sette artisti abruzzesi ospiti della prestigiosa Galleria d’Arte Sartori di Mantova. A rendere possibile l’appuntamento l’ormai pluriennale sodalizio che lega lo spazio della città virgiliana, aperto nel 1974, alla pittrice teatina Gabriella Capodiferro, che stavolta presenta le opere di sette esponenti della scuola che porta il suo nome, attraverso l’associazione Movimento del Guardare Creativo, nata alcuni anni fa: si tratta di Fernanda Colangeli, Concita De Palma, Marilena Evangelista, Marco Iannetti, Teresa Michetti, Silvia Orlandi, Nicoletta Testa, che saranno presenti a Mantova con quattro opere ciascuno nella collettiva dal titolo Pittura, stili, reinvenzioni.
«Pittura, stili, reinvenzioni non è il titolo di un evento, ma il frutto dell’esperienza ultra ventennale di un gruppo di allievi della scuola-laboratorio del Movimento del Guardare Creativo: allievi che dall’hobby colto sono passati a una maturità professionale ben evidente», illustra Gabriella Capodiferro. La mostra è una sorta di secondo tempo dell’anteprima del gennaio 2020 in cui la Capodiferro, sempre nella galleria mantovana, aveva esposto le sue opere assieme a quelle di alcuni allievi nella collettiva Gabriella Capodiferro cum discipulis: discepoli che ora hanno imboccato una strada autonoma. A spiegare il senso dell’evento è il critico d’arte Chiara Strozzieri, che ne ha curato il catalogo: «L’idea della mostra è sviluppare uno spirito critico nei confronti di tutto ciò che va osservato, in primis l’arte. E lo stesso approccio è suggerito anche allo spettatore, al quale viene richiesto di non sostare passivamente di fronte a un quadro o a una scultura, o ancora a una fotografia; quanto piuttosto di attivare tutte le connessioni con il proprio mondo fantastico e il personale bagaglio di esperienze, per leggere e valutare l’opera». A legare tra loro con un filo invisibile le ventotto opere esposte a Mantova è lo studio che i componenti del gruppo insieme hanno portato avanti con la loro maestra d’arte: l’Interazione del colore di Josef Albers.