“She screams” e “Sciara” per danzare con Janis Joplin

12 Settembre 2024

PESCARA. “She screams” è un lavoro sull’amore: frammenti di passione e dolore fragilità e forza, dolcezza e follia. Il potere immenso dell’amore che può essere devastante o vivificante visto...

PESCARA. “She screams” è un lavoro sull’amore: frammenti di passione e dolore fragilità e forza, dolcezza e follia. Il potere immenso dell’amore che può essere devastante o vivificante visto attraverso un caleidoscopico ritratto gestuale focalizzato su tre donne accompagnato dalle ruvide, appassionate, graffianti canzoni di Janis Joplin. “Sciara” (genesi) è un quadro shortime tratto dall’opera completa di Sciara: un filo invisibile unisce l’uomo e la Terra, un flusso unico che nasce e cresce insieme, in cui il corpo è lo strumento che consente di mantenere salda l’unione tra questi due poli in un rapporto simbiotico e nello stesso tempo autonomo. “Corpografie 2024”, dopo ben tre atti di vandalismo sullo spazio adiacente lo Spazio Matta di Pescara, recupera altri due spettacoli di danza per domenica 15 settembre alla Fondazione La Rocca (lungofiume Paolucci 71), grazie alla Fondazione e al presidente Ottorino La Rocca. Dunque dalle 21, di scena “She Screams” della compagnia EgriDanza e “Sciara” della compagnia Petranuradanza. Ideazione e coreografia del primo lavoro sono di Raphael Bianco, le canzoni di Janis Joplin sono I need a man to love, Move over, Try, Little girl blue; coreografo Vincenzo Galano, danzatori: Gianna Bassan, Valentina Cane, Oksana Romaniuk, produzione Fondazione Egri per la Danza. La Compagnia EgriBiancoDanza diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco nasce a Torino nel 1999, ereditando l’esperienza trentennale della precedente compagnia I Balletti di Susanna Egri. Raphael Bianco è un coreografo che fa dell’eclettismo il proprio credo artistico dedicando a ogni progetto una ricerca poetica ed estetica differente. Recentemente però la sua ricerca è più circoscritta, astratta e visionaria, con una particolare attenzione alle infinite suggestioni del corpo e del movimento. Raphael trae ispirazione da istanze politiche e sociali e dall’intimità dell’anima: l’essere umano è al centro della sua indagine coreografica. In “Sciara” dunque la voce della Terra è l’archè, nel magma il mito, la potenza, l’armonia, nel flusso il sognatore, il viaggio, la paura dell’ignoto, poi l’approdo ad una terra sconosciuta che si configura come Sciara, terra dura e arida in cui riporre la speranza. Coreografie e regia di Salvatore Romania Laura Odierna; danzatori Salvatore Romania e Francesco Bax , musiche “Paddy Fields” di Amand Amar, Gregoire Kormuluk.