Simona all’Aquila «Torno a casa con il mio jazz...»

18 Dicembre 2015

di Rosa Anna Buonomo Torna a casa Simona Molinari. La cantautrice, napoletana di origine e aquilana di adozione, ha scelto la città che l’ha vista crescere e formarsi artisticamente per l’anteprima...

di Rosa Anna Buonomo

Torna a casa Simona Molinari. La cantautrice, napoletana di origine e aquilana di adozione, ha scelto la città che l’ha vista crescere e formarsi artisticamente per l’anteprima del suo tour “Casa mia”. Il concerto è in programma stasera all’Auditorium della Scuola della Guardia di finanza all’Aquila. Simona Molinari sarà accompagnata dalla Mosca Jazz Band e da un quartetto d’archi al femminile, composto da musiciste aquilane. Con il nuovo lavoro discografico, la cantautrice torna alle sue radici, reinterpretando classici del jazz.

Anteprima del tour all’Aquila, sua città d’adozione. Cosa rappresenta per lei questo ritorno a casa?

Con un disco intitolato “Casa mia” non potevo non partire da L’Aquila. Ogni volta che torno a esibirmi nella mia città è una grande emozione. Lo è, in particolare, in questo momento della mia vita. Sono cambiate tante cose, ho una bimba... All’Aquila ho iniziato a sognare e sognavo di cantare questo repertorio. Questa anteprima rappresenta una grande soddisfazione.

Un ritorno alle origini artistiche. Un piccolo gioiello musicale in cui interpreta celebri standard jazz...

All’Aquila ho iniziato a studiare musica classica, sono passata per il pop e poi mi sono appassionata al jazz. Cantavo jazz nei locali, trovando ispirazione dalle varie cantanti che ascoltavo. Dopo 4 dischi di inediti, ho trovato la mia identità musicale. Per questo ripropongo questi standard cantando a mio modo. Sono 10 brani intramontabili.

Dieci brani evergreen suonati dalla sua storica band, la Mosca Jazz Band, e arricchiti dalla Roma Sinfonietta di Ennio Morricone. Come li ha selezionati?

Nonostante sia un disco di standard americani, volevo dare un carattere italiano, presente sia negli arrangiamenti che nel mio modo di cantare, pur rimanendo abbastanza fedele al modello. Li ho selezionati pensando alla scaletta di un concerto, immaginando di portare lo spettacolo in giro per l’Italia e all’estero. C’è il momento più intimo, il più sognante, quello più divertente, il più virtuoso. Tutte le anime che mi riguardano.

Il video del primo singolo, “Smoke gets in your eyes”, è stato girato proprio a casa sua.

Ho deciso di aprire le porte di casa, a Milano. E’ stato come voler condividere questo momento che sto vivendo e questa musica che da sempre mi affascina.

Ha radici partenopee. Cosa porta con sé di Napoli?

Il sapermi arrangiare. Lo spirito di avventura.

Cosa significa fare jazz oggi in Italia?

È un po’ essere una pioniera. Molti mi hanno definito così. Dopo di me, effettivamente, in tanti si stanno appassionando a questo genere. Spero di fare da apripista per tutti coloro che vorranno provarci. Nonostante sia un genere che può essere poco sostenuto dalle radio ha un grande bacino di utenza e trova la sua piena espressione nel live.

Il jazz è stato indiscusso protagonista della tournée “Loving Ella”, un suo tributo a una delle più celebri cantanti jazz della storia: Ella Fitzgerald.

Proprio questo tributo mi ha fatto venire la voglia di fare un disco del genere. Inizialmente doveva essere il disco di quel concerto. Poi ho deciso di inserire anche altre cose, che non fanno parte del suo repertorio, ma che sono bellissime. Ella è la prima cantante jazz che ho ascoltato. Avevo 10 anni e mi sono innamorata di quel modo di cantare. Ho iniziato a sognare anche grazie a questo e oggi porterò all’Aquila questo sogno.

Come sarà questa anteprima?

Con me ci saranno la Mosca Jazz Band, che da sempre mi segue, e un quartetto d’archi di musiciste aquilane. Sarà con noi Luciano Di Giandomenico, che ha curato gli arrangiamenti. Mi esibirò anche in brani che non avevo mai proposto live.

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