Simone Cristicchi in scena a Pescara

13 Gennaio 2019

PESCARA. «Con “Li romani in Russia” ho voluto mettermi alla prova e continuo a farlo. Per questo, dopo oltre trecento repliche dal debutto, di nove anni fa, continuo a portare nei teatri questo...

PESCARA. «Con “Li romani in Russia” ho voluto mettermi alla prova e continuo a farlo. Per questo, dopo oltre trecento repliche dal debutto, di nove anni fa, continuo a portare nei teatri questo monologo avvincente e portentoso». Con lo spettacolo unicamente da lui interpretato, tratto dall'omonimo poema in rime romanesche di Elia Marcelli , “Li romani in Russia”- con la regia di Alessandro Benvenuti - Simone Cristicchi (foto) aprirà, oggi alle 18 nell’Auditorium Flaiano di Pescara, la quinta stagione del festival "La cultura dei legami", rassegna ideata e diretta da Edoardo Oliva con il suo Teatro Immediato, in collaborazione con Comune di Pescara e il Museo delle Genti d’Abruzzo (biglietti a 15 euro, ridotto 12, prenotazioni 3336530249).
«“Li romani in Russia” », ha detto al “Centro” l’attore e cantante atualmente direttore artistico del Tsa, «ha segnato il mio esordio da narratore, una dimensione diventata preponderante rispetto alla musica. Funziona perché è un racconto in ottave, cosa che rende il monologo unico nel suo genere. Sul palco accade ben poco, ci sono io seduto che racconto l’epopea di un gruppo di ragazzi italiani che partono nel ‘41 e vanno a morire di freddo nella ritirata di Russia. Una galleria di personaggi che rivivono come in un film in quella rima romanesca avvincente e portentosa adottata da Trilussa e dal Belli, l’ottava, la lingua dei poemi epici, l’Iliade, l’Odissea. Faccio rivivere davanti agli occhi dello spettatore le storie e le emozioni crude di Remo, Peppe, Mimmo, Sarvatore, Nicola, er Professore, e soprattutto Giggi, l'amico più fraterno della voce narrante, Elia Marcelli. Al testo di Marcelli sono arrivato dopo la morte di mio nonno Rinaldo, che aveva scelto di partecipare a quella sciagurata campagna di guerra tornandone vivo con un piede congelato e per tutta la sua vita non volle raccontarlo, mi sono messo a cercare. E mi sono imbattuto in uno dei testi poetici di questo artista romano la cui vita è tutta un’epopea».