Spinotti: grazie Teramo

Consegnato l’Esposimetro d’oro al direttore della fotografia
TERAMO. «Non mi aspettavo tante persone, Teramo Nostra ha fatto le cose in grande» ha detto, sorpreso e contento, Dante Spinotti nel ricevere dall'associazione culturale teramana l'Esposimetro d'oro alla carriera, nel corso di una cerimonia, mercoledì scorso, a Roma nella Casa del cinema, a Villa Borghese. Con una mano fasciata per un incidente in cucina («Preparavo la polenta»), il maestro friulano, da trent'anni negli Stati Uniti, ha ricevuto il riconoscimento dal 20° Premio internazionale per la fotografia cinematografica "Gianni Di Venanzo", organizzato da Teramo Nostra, per la straordinaria carriera di autore della luce.
Un percorso che lo ha visto meritare due David di Donatello, due Nastri d'Argento, un Bafta Award ("L'ultimo dei Mohicani"), nonché due nomination all'Oscar ("L.A. Confidential" e "The Insider"). Spinotti non aveva partecipato alla premiazione del 10 ottobre a Teramo, ma agli organizzatori del "Di Venanzo" aveva promesso di incontrarli di lì a qualche mese, al ritorno in Italia per le feste. Il maestro è stato di parola, e dopo un soggiorno nella natia Tolmezzo, prima di ripartire per la California ha incontrato la delegazione teramana a Roma. Oltre ai vertici di Teramo Nostra - il presidente Piero Chiarini e il direttore artistico Sandro Melarangelo - alla consegna dell'Esposimetro a Spinotti hanno partecipato il presidente della giuria del "Di Venanzo" Stefano Masi e la giornalista Laura Delli Colli, anche lei giurata. Nella sala Volonté della Casa del cinema erano presenti tra gli altri l'autrice Rai Gloria De Antoni, Enrico Lucidi, direttore della fotografia di Liliana Cavani, Franco Mariotti, già direttore di Cinecittà, oltre ai familiari del premiato, la moglie Marcella e il figlio Riccardo. «In Italia», ha detto Spinotti, «abbiamo avuto la fortuna di avere grandi maestri, come Gianni Di Venanzo, innovatore straordinario. In casa ho il poster di "8½" di Fellini, il film illuminato magistralmente da Di Venanzo, e ogni volta che Vittorio Storaro viene a trovarmi si inginocchia davanti al manifesto e dunque davanti al talento di Gianni Di Venanzo». Giuseppe Rotunno l'altro grande direttore della fotografia citato: «Lo incontrai al tempo del film di Sergio Citti "Il minestrone"», primo film illuminato da Spinotti dopo aver lasciato il lavoro sicuro alla Rai. L'ultima fatica è stata invece il film prodotto e diretto dall'amica di sempre Trudie Styler, moglie di Sting, "Freak Show": «Una storia di bullismo contro un ragazzo omosessuale. L'interprete è Alex Lawther, un giovane attore in ascesa, ne sentirete parlare, farà un film con Spielberg. Sting era spesso sul set. Passare due mesi a New York con loro, che hanno uno stuolo di autisti, segretari, chef, non è stato male».
Anna Fusaro
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