l’approdo

Stellantis di Atessa, dal 31 luglio niente più contratti di solidarietà

24 Luglio 2026

Oggi l’annuncio della direzione aziendale, interessati duecento lavoratori su 4mila dipendenti

ATESSA

Dal 31 luglio lo stabilimento Stellantis Atessa uscirà dal regime di contratto di solidarietà. Lo annuncerà oggi la direzione aziendale al comitato esecutivo delle rsa di stabilimento nella riunione convocata per questa mattina. Una decisione che rappresenta l'approdo di un percorso iniziato lo scorso inverno. Già a febbraio lo stabilimento aveva registrato una decisa salita produttiva, passando da 640 a oltre 820 veicoli al giorno e ripristinando parzialmente il terzo turno, coinvolgendo circa 800 addetti. Da allora la produzione si è ulteriormente stabilizzata attorno agli 850 furgoni quotidiani, consentendo oggi il rientro al lavoro dell'intero organico e l'uscita definitiva dagli ammortizzatori sociali. Un piccolo, ma importante cambio di passo per il più grande polo europeo dei veicoli commerciali leggeri che interrompe una fase durata a lungo, caratterizzata da un ricorso costante agli ammortizzatori sociali a causa del calo degli ordinativi e delle difficoltà del mercato automotive in annate nere come quelle del 2024 e del 2025. La misura dei contratti di solidarietà interessava negli ultimi mesi circa 200 lavoratori, su un organico che oggi si attesta intorno ai 4mila dipendenti, dopo le uscite volontarie incentivate a seguito degli accordi di accompagnamento alla pensione sottoscritti negli ultimi anni. La produzione di 850 veicoli quotidiani racconta oggi di una fabbrica che sta progressivamente ritrovando continuità. Un ritmo ancora distante dai picchi storici, ma sufficiente a consentire il rientro a pieno regime dell'intera forza lavoro e a far intravedere una possibile inversione di tendenza. Dopo mesi segnati da fermate produttive, settimane ridotte e incertezza sul futuro, la fine della solidarietà rappresenta uno dei primi segnali concreti di ripresa. Un passaggio che arriva anche mentre il gruppo Stellantis ha confermato il piano di investimenti da un miliardo di euro destinato allo stabilimento abruzzese nei prossimi anni, con l'obiettivo di accompagnare il lancio della nuova generazione di veicoli commerciali leggeri e consolidare il ruolo strategico del sito di Atessa all'interno del gruppo. «La ormai quasi certa conclusione della solidarietà rappresenta una notizia che accogliamo con soddisfazione», commenta Amedeo Nanni, segretario interregionale Fim Cisl Abruzzo Molise. Si chiude una fase lunga e complessa, nella quale centinaia di lavoratrici e lavoratori hanno pagato un prezzo molto alto, subendo una riduzione del proprio salario a causa delle difficoltà che hanno interessato il mercato negli ultimi anni». Per il sindacato, il ritorno alla piena attività è anche il risultato del confronto con l'azienda. «Come Fim Cisl abbiamo sempre sostenuto la necessità di ridurre progressivamente il ricorso agli ammortizzatori sociali e di riportare tutti i lavoratori alla piena attività produttiva, anche grazie all'accordo sulla separation. Oggi, con una produzione che si sta stabilizzando intorno alle 850 vetture al giorno, questo obiettivo è finalmente a portata di mano e tutti i dipendenti potranno tornare al lavoro». Una notizia che assume un peso particolare perché arriva dopo un biennio difficile per il comparto dei veicoli commerciali. Lo stabilimento di Atessa ha dovuto fare i conti con il rallentamento della domanda europea, la transizione verso l'elettrificazione, la riorganizzazione produttiva del gruppo e le inevitabili ripercussioni sull'intero indotto della Val di Sangro. Molte aziende della filiera hanno registrato un calo delle commesse e fatto ricorso a loro volta agli ammortizzatori sociali, alimentando un clima di forte preoccupazione. Oggi dunque la fine della solidarietà, domani l'attesa per i nuovi modelli e per l'effetto dei futuri investimenti industriali. Nei prossimi mesi infatti dovrebbero iniziare a vedersi gli effetti degli investimenti per un miliardo di euro in cinque anni, annunciati dal gruppo guidato dall'amministratore delegato Antonio Filosa. Il programma Stellantis per Atessa accompagnerà il lancio della nuova generazione dei grandi veicoli commerciali, con l'aggiornamento delle linee produttive, l'integrazione di nuove piattaforme e una maggiore flessibilità nella produzione delle diverse motorizzazioni, comprese quelle elettrificate. Un progetto che conferma il ruolo strategico dell'ex Sevel all'interno della business unit Pro One e che dovrà tradursi, nelle aspettative di lavoratori e sindacati, in maggiori volumi produttivi e in una prospettiva di stabilità occupazionale per l'intero indotto della Val di Sangro. «A questa ritrovata fiducia», prosegue Nanni, «si affianca l'annuncio dell'investimento di un miliardo di euro sullo stabilimento di Atessa, un impegno industriale che consideriamo strategico e che dovrà tradursi in nuove prospettive produttive, occupazionali e di sviluppo».

La prudenza, tuttavia, resta d'obbligo. La produzione è ancora lontana dai numeri che avevano reso Atessa uno dei siti più performanti del gruppo e il rilancio dovrà essere consolidato dall'apprezzamento del mercato rispetto ai nuovi modelli. «Ora è fondamentale rafforzare questi segnali positivi», conclude il segretario della Fim Cisl, «e continueremo a vigilare affinché agli annunci seguano fatti concreti, investimenti, nuovi modelli e garanzie occupazionali, perché il rilancio dello stabilimento passa attraverso la tutela del lavoro, la valorizzazione delle professionalità e una visione industriale di lungo periodo».