Storie vere per Clint e Burton miracoli da ridere per Siani

I ritorni di Tim Burton e Clint Eastwood, la nuova commedia di Alessandro Siani, il postino più amato dai bambini, l'omaggio al genio Alan Turing: il primo giorno del nuovo anno offre una cinquina di...
I ritorni di Tim Burton e Clint Eastwood, la nuova commedia di Alessandro Siani, il postino più amato dai bambini, l'omaggio al genio Alan Turing: il primo giorno del nuovo anno offre una cinquina di proposte molto diverse tra loro, in grado di accontentare cinefili e grande pubblico, guerrafondai e sentimentali cronici, adulti e piccini.
Per i più piccoli va in sala da giovedì "Il postino Pat", classico cartone inglese approdato sul grande schermo. Il mite Pat è portalettere in un villaggio di campagna, dove vive con moglie, figliolino, gatto; sogna di portare Sara in Italia, ma improvvisamente insorgono problemi. Il nuovo supervisore della società di Pat progetta di sostituire tutti i postini con robot perfettamente somiglianti.
Forte dei 14 milioni incassati con l'esordio da regista "Il principe abusivo", Alessandro Siani rilancia con "Si accettano miracoli". Il 38enne attore-regista napoletano, che si è avvalso ancora degli storyboard dell'illustratore teramano Cristiano Donzelli, è Fulvio, tagliatore di teste di una multinazionale a sua volta tagliato. La reazione scomposta gli costa un mese di servizi sociali nella casa-famiglia del fratello, don Germano (Fabio De Luigi), parroco di un dimenticato paesino del sud. Con l'istinto scaltro del manager, Fulvio decide di aiutare il paese inventando un "miracolo" che attirerà pellegrini a frotte. Nel cast del film, girato tra Sant'Agata dei Goti, Scala, Ravello, anche Serena Autieri.
In "American Sniper", di Clint Eastwood, Bradley Cooper è Chris Kyle, infallibile cecchino del corpo speciale Navy Seal, quattro volte in missione in Iraq per proteggere i commilitoni, accreditato di un impressionante numero di morti, tale da farne una leggenda tra i compagni e il diavolo per i nemici. Sull'autobiografia da un milione di copie si è basato Clint Eastwood, tornato al genere, il film bellico, che sa fare meglio, come nel dittico "Flags of Our Fathers" e "Letters from Iwo Jima".
Altra storia vera è quella raccontata da Tim Burton in "Big Eyes". Protagonisti Margaret Keane (Amy Adams) e il marito Walter (Christoph Waltz), artisti minori divenuti famosi nel decennio 1960-’70 negli Stati Uniti con dipinti di bambini dagli enormi occhi tristi. In realtà l'artista era lei, ma lui millantò di essere l'autore conquistando fama immeritata. La querelle finì in tribunale.
Imperdibile "The Imitation Game" di Morten Tyldum, che rende giustizia al genio del matematico inglese Alan Turing (1912-1954), l'uomo che cambiò il corso della Seconda Guerra mondiale. Benedict Cumberbatch, affiancato da Keira Knightley (la matematica Joan Clarke), è il brillantissimo pioniere degli studi sull'intelligenza artificiale, perseguitato per la sua omosessualità, morto suicida nel 1954. Accusato nel 1952 di oltraggio al pudore e condannato alla castrazione chimica, Turing si uccise mangiando una mela avvelenata (il logo della Apple sarebbe un omaggio allo scienziato, anche se la casa di Cupertino non ha mai confermato né smentito).
Il film prende spunto dall'irruzione della polizia britannica nella casa di Turing per risalire alla sua decisiva scoperta dei codici cifrati tedeschi. Durante la guerra il matematico fu chiamato dal Department of Communications per decifrare i codici segreti usati dai nazisti, sviluppati attraverso Enigma, macchina generatrice di un codice che mutava velocemente rendendo vani i tentativi di decodifica. Turing risolse il problema creando Colossus, macchina in grado di dividere i messaggi criptati in stringhe più brevi, decifrabili velocemente. L'invenzione cambiò il corso della guerra, fin lì favorevole ai nazisti. Solo nel 2009, attraverso il premier Gordon Brown, le scuse del governo britannico per lo «spaventoso trattamento» riservato allo scienziato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
