«Striminzitic Show, la mia nuova scommessa»

15 Giugno 2020

Renzo Arbore ancora protagonista su Rai 2 : «L’idea è riscoprire la seconda serata e sorridere dopo tanta mestizia»

ROMA. Un modo di comunicare altro, alternativo, che ha trovato sponde «nell’altra radio, l’altro cinema, l’altra musica umoristica, l’altro swing, e l’altra musica napoletana, riarrangiando e portando quei brani in tutto il mondo con più di 2500 concerti».
È la strada che percorre da sempre Renzo Arbore, tornato protagonista su Rai2 in seconda serata, dal lunedì al venerdì per 20 puntate con Striminzitic Show, girato ogni giorno nella casa del conduttore, a fianco di Gegè Telesforo. Un programma che unisce un originale viaggio fra chicche e scoperte della tv arboriana e delle sue avventure musicali, a incursioni dell’oggi.
Intanto lo showman, sta già pensando «a un nuovo programma settimanale per l’autunno, ho varie idee, ma lo realizzerò solo se sarà possibile avere a fianco i miei complici e farlo davanti a un pubblico, con il tipo di allegria che porta», spiega all’Ansa. Lo Striminzitic Show «l’ho chiamato così anche perché siamo tutti confinati in una stanzetta di casa mia piena di giocattoli. Qui noi facciamo spettacolo solo con i nostri contributi e l’atteggiamento al sorriso che la gente si aspetta da me. C’è bisogno di sorridere un po’ dopo tanta angoscia e mestizia». Arbore ha voluto con sé come “Master of Ceremony” Gegè Telesforo, che è «il mio figlioccio artistico, ha cominciato con me a Doc. È collaudato come presentatore, ha la mia stessa passione per la musica e il jazz in particolare e poi improvvisa, cosa che è diventata merce rara. Gli improvvisatori spiritosi e partner in sintonia sono pochissimi, ci sono molti amministratori e intervistatori».
Striminzitic show, nasce con la voglia di «riscoprire la seconda serata in una tv che l’ha quasi completamente cancellata». Ogni mattina «ci riuniamo da me, e poi registriamo, mantenendo il distanziamento sociale e con due operatori e un regista lontano. È una vera e propria scommessa, ma d’altronde ne ho fatte tante... tutta la mia vita è stata una scommessa». ll sottotitolo è «Arbore & friends perché ci sono tutte le malefatte fatte con gli amici. Da quelli antichi come Gassman a quelli moderni come Elio e le Storie tese. Ho approfittato di questa quarantena per cercare nei miei archivi soprattutto le cose più insolite. Si vedranno brani da Quelli della notte e Indietro tutta ma anche di tanti altri format che ho creato, in tutto 18 da Cari amici vicini e lontani a Doc, fino agli ultimi anni con Guarda, Stupisci o No, non è la Bbc di cui sono molto fiero, dedicato a Gianni Boncompagni».
Per comporre la scaletta ogni giorno «ci facciamo guidare dall’istinto, facciamo un menu come per il ristorante, un po’ vario. Un sorriso, una canzone, un filmato e le incursioni di Stefano De Santis, un nuovo talento che ho visto sul web, artista e doppiatore formidabile che fa Il presidente della Repubblica Mattarella, Il presidente del Consiglio Conte, Il presidente della Regione Campania De Luca, ma anche Troisi, Verdone, Banfi...».
Arbore, che ha in rete anche un seguitissimo canale, il Renzo Arbore Channel, continua ad essere anche un talent scout e molte sue scoperte si vedranno nel programma: «Oggi i nuovi talenti della risata sono pochissimi. Anche in talent come Italiàs got talent è difficile trovare veri umoristi o comici. Io bazzico molto la rete e spero sempre di trovare là qualche personaggio forte, ma sono rari. Forse anche perché i ragazzi non guardano i maestri del passato, come Walter Chiari, non conoscono i meccanismi per far ridere e purtroppo non ci sono vivai nuovi».
Anche Striminzitic show rientra in quella che nel titolo della sua biografia, scritta da Vassily Sortino (edita da Leima), appena uscita, viene definita la «rivoluzione gentile»: «in effetti sì... con questo programma ho fatto una scelta un po’ chic, mi si passi il termine», commenta sorridendo. «Per un pubblico esigente, che vuole qualche cosa di più, di gusto, senza voler essere snob».
Le è piaciuta la tv pubblica in questi mesi di lockdown? «L’informazione, com’era giusto ha avuto il ruolo principale. Nella programmazione, io avrei messo sui canali principali anche più capolavori cinematografici del passato, sarebbe stata l'occasione giusta per farli conoscere a un pubblico di Millennials. Mi sarebbe piaciuto, ad esempio, un ciclo su Alberto Sordi, che ha raccontato così tanti volti degli italiani».
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