Sua maestà Monicelli Moretti restaurato e l’Italia in commedia

Avati e Favino, Marx figlia e l’ultimo D’Annunzio ecco cosa c’è da vedere al Flaiano Film Festival
“Vogliamo i Monicelli”: cita una delle pellicole più spericolate e forse meno comprese di Mario Monicelli (1915-2010) la sezione che il 48° Flaiano Film Festival dedica al maestro indiscusso e più beffardo della commedia all’italiana. Tra satira e fantapolitica, ispirato alle trame nere golpiste dei primi anni Settanta, “Vogliamo i colonnelli” (1973), con uno spassoso Ugo Tognazzi eversivo onorevole missino, apre al teatro-monumento D’Annunzio l’omaggio a Monicelli pensato dal direttore artistico Riccardo Milani.
Seguiranno la frizzante satira del maschio siculo nonché inno all’emancipazione femminile “La ragazza con la pistola” (1968), primo ruolo comico di Monica Vitti dopo il sodalizio con Antonioni; “Un borghese piccolo piccolo” (1977), l’allucinata vendetta di un brav’uomo, con Alberto Sordi gigantesco; “Speriamo che sia femmina” (1986), cast stellare (Ullmann, Deneuve, Sandrelli, De Sio, Cenci) per celebrare una sorta di matriarcato rurale; “La Grande Guerra” (1959), che attraverso due poveracci che sapranno morire da eroi (il milanese Busacca/Vittorio Gassman e il romano Jacovacci/Sordi) mise in discussione gli intoccabili miti militari e patriottici.
Il 1° luglio, in collaborazione la Cineteca di Bologna, ecco la versione restaurata di “Caro diario” di Nanni Moretti, premio miglior regia a Cannes 1994, tre episodi (In vespa, Isole, Medici) in cui il regista e sceneggiatore si racconta come in un diario aperto. Il cuore del festival sta nei cinque titoli del Concorso Flaiano opere prime e seconde. “Non odiare” dell’esordiente Mauro Mancini, titolo d’apertura del Fff, interpretato da Alessandro Gassmann e dall’attrice pescarese Sara Serraiocco, è una riflessione su odio, senso di colpa, perdono. Gli altri titoli: l’enigmatica commedia grottesca “I predatori”, scritta e diretta dal figlio d’arte Pietro Castellitto, anche interprete, vincitore per la sceneggiatura a Venezia-Orizzonti e del David di Donatello come migliore regista esordiente; il gentile racconto autobiografico di formazione “Maledetta primavera” di Elisa Amoruso, fin qui attiva come documentarista (Chiara Ferragni - Unposted); “Punta sacra” di Francesca Mazzoleni, sguardo oggettivo e sincero sulle famiglie che abitano l’Idroscalo di Ostia, area di abusivismo e degrado; “Sul più bello” di Alice Filippi, l'incontro tra Marta, bruttina e malata ma ottimista e il bello e ricco Arturo.
La sezione “Finalmente in sala” offre l’autobiografico racconto familiare “Magari” di Ginevra Elkann, sorella di John e Lapo, che narra l’infanzia negli anni Ottanta di Alma e i suoi fratelli tra Parigi, con la madre Charlotte e il patrigno Pavel, e Roma col padre Carlo (Riccardo Scanmarcio) e la nuova compagna Benedetta (Alba Rohrwacher); “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli, protagonista Eleanor, figlia colta e prediletta del padre del comunismo, e le sue battaglie per i più indifesi tra i lavoratori sfruttati, donne e bambini; “Padre nostro” di Claudio Noce, gli anni di piombo attraverso gli occhi di un bambino che ha assistito all’attentato al padre magistrato (Pierfrancesco Favino); “Cosa sarà” di Francesco Bruni, con Kim Rossi Stuart alter ego del regista, che mette in scena il suo incontro con la malattia; “Lei mi parla ancora” di Pupi Avati, con Renato Pozzetto nel primo ruolo non comico, omaggia il lungo amore tra Nino e Rina, genitori di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi; “Il cattivo poeta” di Gianluca Jodice, gli ultimi anni di Gabriele D’Annunzio (Sergio Castellitto) in autoesilio con la sua corte al Vittoriale, deluso dall’epilogo della vicenda fiumana e dal regime prossimo all’alleanza con la Germania nazista, fatto sorvegliare da Mussolini e Starace attraverso un giovane federale che però subirà il fascino del Vate.
In scaletta anche i cinque cortometraggi internazionali vincitori del 22° Festival Scrittura e Immagine, che dal 28 giugno al 2 luglio precederanno il film di prima serata, né manca una sezione per i piccoli spettatori, “Finalmente in sala Kids” (alle 18.30), con coloratissimi ed edificanti film di animazione.
