Sulla Serra Lunga verso il Monte Alto

Alla scoperta dei panorami della catena ai confini con il Lazio
Nella parte sudoccidentale dell’Abruzzo al confine con il Lazio, si trova la splendida Valle Roveto racchiusa tra le catene montuose dei Simbruini-Cantari-Ernici ad Ovest e la catena montuosa di Serra Lunga ad Est. Il nome di quest’ultima è evocativo, si tratta infatti di una lunghissima dorsale montuosa che a sud sfocia sulle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Le elevazioni che vi si trovano sono molteplici e tutte panoramicissime. Cominciamo a conoscerle salendo al Monte Alto (1787 m), una cima “a punta” che sovrasta il bel borgo di Civita d’Antino. L’escursione è impegnativa per dislivello ma anche per il percorso che, se si evita la lunghissima carrareccia, risulta difficoltoso perché i segnavia non sono abbondanti, comunque la via da percorrere è abbastanza intuitiva.
Si parte da Civita d’Antino, sulla strada statale 690 Avezzano-Sora, uscita Morino. Vicino lo splendido fontanile del paese inizia il percorso che sale gradatamente seguendo l’apposita segnaletica. Attraversata una magnifica macchia di ginestre, ci si ritrova su una carrareccia ombreggiata da una pineta, che si segue fino all’altitudine di 1250 m, dove si inizia a salire su un vero e proprio sentiero. Il bosco di pini diviene una faggeta fino a quando, a 1450 m circa, si incrocia di nuovo la carrareccia. Prima di iniziare il tratto più “difficile” godiamoci la veduta straordinaria sui monti dirimpettai ad ovest: spicca il Monte Viglio e poi tutto il massiccio degli Ernici. Sono monti pieni di alberi e rocce, possenti e vicinissimi, che coprono il mar Tirreno di cui si intuisce l’orizzonte. Si percorre la carrareccia in direzione sud e, poco dopo, si inizia a salire liberamente verso il crinale. Sembra irraggiungibile e severo, ma in realtà la ripida salita è a gradini naturali di sassi ed erba. Questi 200 metri di dislivello sono faticosi ma l’affaccio finale sulla cresta ci premia con la sua maestosità: l’interminabile profilo della Majella a est si fonde con il nascente Gran Sasso a Nord e con la Montagna Grande di Scanno a sud, dal Parco eolico di Collarmele si erge il Sirente, mentre il Velino risulta ancora nascosto dalla prima elevazione che andiamo a raggiungere: eccoci su Colle Grotta Ferretti (1725 m, 2,30 ore dalla partenza). Quando vi sono arrivata la prima volta mi sono commossa: sulla piana del Fucino c’era foschia e vi si ergeva a Nord possente il Monte Velino, quello che per i primi 18 anni della mia vita, ammiravo dalla finestra della mia cameretta, ogni giorno. Il Fucino pareva l’antico lago e, accompagnata da questa sensazione, sono arrivata al monte dirimpettaio, il Monte Alto (20 minuti da Colle Grotta Ferretti). Sulla vetta a punta vi sono costruzioni per la ripetizione di onde, tuttavia lo spettacolo che ci si presenta è ancora più bello. Sparita la foschia ho contato tutti i paesi: Collelongo, Trasacco, Venere, Aielli e il Sirente, Celano e la sua Serra, le antenne di Telespazio, la mia Avezzano.
È giunta l’ora di scendere per la stessa via, aggirando il Colle Grotta Ferretti.
Guardando il lungo crinale verso sud, vien voglia di percorrerlo tutto di corsa. E lo faremo.
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