Supereroi riuniti Samba innamorato e la gioventù eterna

L'inventore miliardario Tony Stark, alias Iron Man (Robert Downey Jr), pasticciando con Bruce Barner/Hulk (Mark Ruffalo) sull'intelligenza artificiale, vede sfuggirsi di mano il progetto che doveva...
L'inventore miliardario Tony Stark, alias Iron Man (Robert Downey Jr), pasticciando con Bruce Barner/Hulk (Mark Ruffalo) sull'intelligenza artificiale, vede sfuggirsi di mano il progetto che doveva garantire la pace nel mondo e che invece si materializza nel malvagio Ultron. Da ieri in sala, “Avengers: Age of Ultron”, ipertrofico cinecomic di Joss Whedon, riunisce tutti i supereroi Marvel e tante star di Hollywood per salvare il pianeta dal temibile androide: Vedova Nera (Scarlett Johansson), Thor (Chris Hemsworth), Occhio di Falco (Jeremy Renner), Capitan America (Chris Evans), Nick Fury (Samuel L. Jackson), e i nuovi arrivi The Vision (Paul Bettany) e i gemelli mutanti Quicksilver (Aaron Taylor-Johnson) e Scarlett (Elizabeth Olsen).
Si resta nel mondo dell'invenzione fantastica con “Adaline, l'eterna giovinezza” di Lee Toland Krieger, in uscita oggi. Nata all'inizio del Novecento, Adaline Bowman (Blake Lively) dopo un misterioso e quasi fatale incidente smette di invecchiare. Ferma all'età di 29 anni, attraversa il secolo e oltre, fino ai giorni nostri, vedendo invecchiare e morire le persone care e tentando di celare il suo segreto. L'eterna giovinezza oggi rincorsa (e imposta), per Adaline è una dolorosa prigione, le cui sbarre potrebbero essere spezzate, come gli incantesimi delle fiabe, dall'amore. Sarà Harrison Ford, il fascinoso e stagionato filantropo Ellis Jones, l'uomo giusto per perdere l'immortalità?
Commedia e dramma si mescolano in “Samba” di Eric Toledano e Olivier Nakache,autori nel 2011 del successo mondiale “Quasi amici”, di cui rispolverano qui l'efficace Omar Sy (era Driss, il badante del ricco tetraplegico Philippe). In questo nuovo lavoro con il duo di cineasti, Omar Sy è il Samba del titolo, un simpatico senegalese clandestino che vive in Francia da 10 anni e si arrabatta con lavoretti in nero mentre tenta tutte le strade per avere il permesso di soggiorno. Incontrerà Alice (Charlotte Gainsbourg), manager stressatissima, decisa a cambiar vita e a ricostruire se stessa con il volontariato in un'associazione.
Sul grande schermo anche “Stop the Pounding Heart” di Roberto Minervini, presentato due anni fa a Cannes, dove ora il 44enne regista marchigiano (natali a Fermo) trapiantato negli Stati Uniti torna con “Louisiana (The Other Side)”, sezione Un certain regard. A metà strada tra fiction e documentario, “Stop the Pounding Heart”, premio David di Donatello per il miglior docmovie 2014, è un ritratto dell'America rurale nonché il racconto dell'educazione sentimentale di Sara (Sara Carlson), che vive in una fattoria del Texas con tanti fratelli e i genitori, allevatori di capre e rigidi osservanti dei precetti della Bibbia. In qualche modo è un racconto di formazione, condito di ironia toscana, anche “Short skin”, opera prima di Duccio Chiarini sulle ambasce e aspirazioni sessuali di un timido 17enne, Edoardo (Matteo Creatini), afflitto oltre misura dalla sua verginità e da un problema proprio lì.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
