“Sylviès love”, passioni e scelte a tempo di jazz

28 Dicembre 2020

Approda sulle piattaforme internet il film del regista afroamericano Ashe che ha sorpreso Sundance

ROMA. New York e Detroit tra fine anni '50 e inizio 60, percorrendo le strade di Harlem e Manhattan, da un piccolo negozio di dischi ai locali di musica jazz, passando per casette borghesi, una fabbrica di automobili e gli studi televisivi di un programma di cucina. Sono fra gli scenari del melò del regista afroamericano Eugene Ashe, Sylviès love, che offre al pubblico un elegante omaggio al genere, costruito intorno ai due protagonisti black: Tessa Thompson e Nnamdi Asomugha. Il film, che dopo il debutto a inizio anno al Sundance è appena approdato su Amazon prime Video, ci reimmerge, nel tono narrativo, visivamente (per quanto con colori più velati, ispirati al regista dalle foto di famiglia di quegli anni), e nella colonna sonora (da Summertime a «Quizás, Quizás, Quizás) nei capolavori di Douglas Sirk o Vincente Minnelli, senza trascurare cult come Un amore splendido. Il racconto parte dal nuovo incontro nel 1962, avvenuto per caso, fuori da un teatro, tra Sylvie (Thompson), moglie, madre e assistente della prima produttrice televisiva nera, curatrice di un programma di cucina di grande successo, e Robert (Asomugha), talentuoso sassofonista jazz.
La coppia si era conosciuta 5 anni prima, nel negozio di dischi del padre della sognatrice ma determinata Sylvie, dove la ragazza lavora. Robert viene assunto come commesso, e tra loro è colpo di fulmine. Sylvie rimane incinta, ma preferisce lasciar partire, senza dirgli niente della gravidanza, il giovane musicista, ingaggiato per una tournée in Europa. Cinque anni dopo, Sylvie, è mamma di una bambina e sposata al fidanzato di allora, Lacy (Alano Miller), solido quanto poco aperto al desiderio di carriera della moglie. Il nuovo incontro con Robert (diventato il “protetto” di una contessa appassionata di jazz, interpretata da Jemima Kirke) non può che sparigliare le carte, in un presente dove continuano a presentarsi, per entrambi i protagonisti, scelte molto difficili, tra amore, sogni a cui rinunciare e rispetto delle reciproche aspirazioni La scelta di Ashe è lasciare il tema delle tensioni razziali, appena accennato (come succede in un'imbarazzante cena di Sylvie e Lacy insieme al datore di lavoro dell'uomo e a sua moglie), rovesciando il punto di vista, e concentrando lo sguardo sul mondo dei protagonisti, punteggiato da un ottimo cast, che comprende Aja Naomi King, Tone Bell, Erica Gimpel, Lance Reddick, Wendi McLendon Covey e Eva Longoria. Ashe evita il rischio imitazione affidandosi al carisma dei protagonisti (anche coproduttori del film) e puntando sull'universalità del racconto, in cui il tono vintage non invecchia nè i personaggi, nè i temi. «Negli anni '90 c'era una così ampia rappresentazione della società black sia in tv che al cinema - ha spiegato Tessa Thompson a Variety -. Penso che in quel senso oggi siamo regrediti in alcuni aspetti e certamente in termini di storie d'amore. Fare un film come questo con due protagonisti neri nella tradizione di un film d'epoca, è quasi un atto revisionistico».