Teatro e politica per raccontare Matteotti

Al Cordova di Pescara in scena “Giacomo”, con testi tratti dai discorsi del parlamentare ucciso per ordine di Mussolini
PESCARA. Due discorsi parlamentari di Giacomo Matteotti e la sua nobile figura di antifascista rivivono nel progetto del Teatro dei Borgia “Incontrando Giacomo”, in programma oggi e domani a Pescara, al teatro Cordova. Due giorni di riflessione e teatro dedicati al politico e giornalista veneto, segretario del Partito socialista unitario, rapito e ucciso il 10 giugno 1924 dai fascisti.
Stasera, ore 20, va in scena lo spettacolo “Giacomo. Un intervento d'arte drammatica in ambito politico”, in replica domani alle 17.30, seguito dalla conversazione “Incontrando Giacomo: talk”, con interventi di Giulia Ester Giuliani (segretaria provinciale Psi Abruzzo), Maurizio Di Nicola (presidente conservatorio “Luisa D'Annunzio”, già presidente del Centro studi Silone), Luciano Di Tizio (autore de “La giustizia negata. Dietro le quinte del processo Matteotti”), Elena Cotugno e Gianpiero Borgia (Teatro dei Borgia). Spettacolo e incontro sostanziano il progetto di Cotugno e Borgia “Incontrando Giacomo”, coprodotto da Artisti Associati e Teatro dei Borgia, compagnia teatrale attiva a Pescara.
«In un momento in cui si sente il forte bisogno di “azione culturale” abbiamo pensato di dedicare a Giacomo Matteotti due giorni di riflessioni, incontri e teatro», spiegano Cotugno e Borgia. «Crediamo che celebrare Matteotti e riportare la sua figura al centro del dibattito culturale a 100 anni dalla Marcia su Roma sia un gesto simbolico forte che fa sì che “Giacomo” possa essere davvero un intervento d’arte drammatica in ambito politico. “Incontrando Giacomo” intende sollecitare l’interesse dei giovani verso questo “eroe tutto prosa”, che ha combattuto, spesso in solitudine, la sua battaglia non violenta, diventando in questo modo la vittima designata di un’epoca brutale». Lo spettacolo “Giacomo”, con Elena Cotugno, testi di Matteotti con interruzioni d’Aula, drammaturgia di Cotugno e Borgia dai verbali delle assemblee parlamentari del 31 gennaio 1921 e del 30 maggio 1924, pone in risalto il discorso politico di Matteotti mettendo a confronto due suoi interventi: il discorso di gennaio in cui denuncia le connivenze tra forze politiche borghesi e squadracce fasciste, e quello di maggio, nell’ultima seduta a cui partecipò prima di essere ucciso, in cui contesta i risultati delle elezioni di aprile. «Questa tragedia, politica e antispettacolare consiste nella riproposizione delle parole di Matteotti nella loro nuda e terrificante verità. Il lavoro invita a riflettere su militanza politica, diritti di cittadinanza, possibilità di opporsi alla violenza fascista col richiamo ai valori di libertà e democrazia, ma anche sul ruolo del teatro nella società, in un modo in cui gli ideali diventano opera d’arte».
