Torrevecchia Teatina celebra le Lettere d’amore

Stasera la cerimonia con Pupi Avati. Primo premio alla scrittrice Rita El Khayat L’ideatore del concorso Massimo Pamio: è un genere non destinato all’estinzione
Il volto della ragazza che siede di fronte sul bus, oppure sul treno, è corrucciato. Continua guardare insistentemente il piccolo schermo del suo smartphone. Poi, d’improvviso, si illumina, finalmente sorride. E ti guarda, quasi a voler trasmettere, o magari più o meno pudicamente nascondere, il contenuto del “messaggino” appena ricevuto. Che vale una immediata risposta, ovviamente. E si va avanti così, fino al capolinea ed anche oltre, mentre, questa sera, a Torrevecchia Teatina, è in programma la cerimonia di premiazione della diciannovesima edizione del concorso internazionale “Lettera d’amore” ideato e curato negli anni dal poeta e saggista teatino Massimo Pamio, presidente dell’associazione AbruzziAMOci.
«La lettera è un genere letterario codificato universalmente, magari soggetto ad un decadimento ma non all’estinzione», spiega con passione lo stesso Pamio. «Non è assolutamente vero che le lettere d’amore non si scrivono più ed il nostro concorso ne è una prova. Ricordo la sorpresa quando, quasi vent’anni fa, in occasione della prima edizione, fummo inondati da quasi duemila lettere provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Fu bellissimo. E ricordo anche che quelle buste racchiudevano a volte una fragranza particolare. Un profumo di fiori, ma anche l’odore del pane oppure del cioccolato».
Testimonianza dell’amore per una persona o per un luogo. Per il cibo, per un oggetto al quale si è affezionati. Le lettere, scritte in occasione della partecipazione al concorso, ma anche sbucate improvvisamente fuori da qualche cassetto impolverato nelle vecchie case di famiglia e gelosamente custodite nel tempo, sono ora raccolte nel Museo della Lettera d’Amore allestito nel Palazzo Valignani di Torrevecchia Teatina. «Nel quale», spiega Pamio, «sono conservati diversi epistolari storici donati alla nostra associazione. Ad uno di questi, risalente alla seconda guerra mondiale, si è interessato lo storico Licio Di Biase che ne sta traendo un romanzo. Inoltre il Museo, divenuto un polo di attrazione visitato ogni anno da centinaia di turisti, raccoglie anche le lettere d’amore donate dall’associazione “Papaboys”, allora presieduta da Daniele Venturi, dedicate a Papa Giovanni Paolo II e scritte spesso su supporti di fortuna da quanti hanno assistito alla cerimonia funebre in piazza San Pietro».
Al premio hanno partecipato scrittori di fama, come è accaduto quest’anno, con la vincitrice arabo-francese Rita El Khayat, ma anche persone comuni e parecchi giovani. «Il concorso», continua sorridendo Pamio, «porta fortuna dal momento che abbiamo assistito all’esordio di diversi scrittori alle prime armi che si sono poi affermati a livello nazionale, come lo stesso Maurizio De Giovanni.
Quest’anno le lettere si soffermano spesso sulle note più strazianti dell’amore, Proprio come quella di Rita El Khayat che ha dedicato una lettera all’”aimance”, l’amanza, termine della filologia romanza provenzale che indica l’amicizia come forma suprema d’amore. Amicizia condivisa con una persona che la assisteva e provvedeva perfino a imboccarla quando, inappetente, era sprofondata nella depressione a causa della morte della figlia quindicenne. Un testo cui fa dolorosa eco quello del secondo classificato, Gabriele Di Giorgio, mentre la giovane scrittrice Miriam Fragomeni ha invece espresso il suo sentimento più vivo per il nonno comunista che puntualmente, ogni 25 aprile, l’interrogava per verificare la sua fede contro ogni forma di dittatura. I terzi classificati Angela Flori e Francesco Mosconi, hanno invece espresso la propria passione, rispettivamente, per un lavoratore precario e per una bambina somala che affoga nel Mediterraneo». Comunque un gran lavoro per la giuria, per anni presieduta dall’indimenticabile Vito Moretti, nel corso della cerimonia di premiazione, organizzata con il contributo del Comune di Torrevecchia Teatina e condotta dal giornalista Nino Germano, le lettere saranno fatte rivivere dagli attori abruzzesi Antonella De Collibus e Alessio Tessitore. Ospite d’onore della serata il regista e scrittore Pupi Avati, un maestro perennemente impegnato in una delicata, spesso ironica ma sempre e comunque incisiva ricerca del sentimento. E sarà magari anche una valida occasione per parlare del suo ultimo film, “Il signor Diavolo” che ha già incontrato ampi favori dalla critica e sarà in programmazione nelle sale a partire dal 22 agosto.
«Le lettere d’amore che abbiamo ricevuto negli anni», conclude Pamio, «potrebbero trascrivere proprio una storia del sentimento, tra evoluzioni e ovvi cambiamenti, nel nostro Paese. Se ne sono recentemente interessati anche diversi studenti universitari per le loro tesi di laurea».
L’appuntamento con una bella atmosfera è fissato per questa sera alle 20.30, nel parco di palazzo Valignani a Torrevecchia Teatina. E gli smartphone, se non se ne può fare a meno, possono comunque rimanere accesi.
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