Tra rock e tradizione una Taranta di libertà

30 Agosto 2021

Al Bano canta Modugno, Melozzi apre con “La pizzica della liberazione”, Madame e Il Volo incantano tra danze e luci

MELPIGNANO (LECCE). Avrebbero voluto scatenarsi e ballare i mille spettatori del Concertone della Taranta, al suono rock della «pizzica di liberazione». Non è stato possibile, lo hanno impedito le norme anti-Covid che hanno consentito soltanto posti a sedere davanti alla bellissima facciata dell’ex convento degli Agostiniani a Melpignano (Lecce), dove solitamente La Notte della Taranta coinvolge un fiume di persone al Concertone finale.
Ma lo show è andato comunque in scena, con il suo messaggio di tradizione e innovazione narrato da Al Bano Carrisi: il tre tenori del Volo hanno intonato una delle canzoni simbolo della tradizione salentina, “Calinitta”. Madame, maestra concertatrice insieme al teramano Enrico Melozzi direttore d’orchestra, vestita di bianco, ha incantato tutti: la generazione Z che, riscrivendo, cantando e ballando, riporta a nuova vita, una vita «rock», una tradizione antichissima come quella della musica salentina. L’artista 19enne ha intonato “Marea”, “Rondinella” e “Diimmi ca nu me voi ca su piccinna”. Ha parlato di amore, di comprensione. Un messaggio forte, contro ogni forma di divisione. Anche Al Bano ha parlato d’amore. Del legame con le radici, con la propria casa. Ha omaggiato Modugno, con “Amara terra mia”. Due le orchestre sul palco. Si sono incontrate le sonorità della dell'Orchestra Notturna Clandestina diretta da Melozzi e dell’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, che è ambasciatrice ufficiale della pizzica nel mondo. Una a sinistra e una a destra del palco: archi e tamburelli. Il tema di questa 24esima edizione è stato il valore della libertà. Nella rivisitazione di Melozzi e Madame i brani della tradizione popolare hanno assunto una nuova veste. Ad aprire il Concertone, la “Pizzica della liberazione” composta da Melozzi. A chiudere, “Fimmene Fimmene”, il canto di dolore al femminile del Salento. Protagonista anche la danza, con le coreografie di Thomas Signorelli, interpretate dal Corpo di Ballo della Taranta e da altri danzatori accademici. La scenografia, un mix di memoria e di visione, è stata realizzata su ideazione di Marco Calzavara. Il palco era circondato da 35 monoliti di luminarie salentine e da alcuni totem luminosi su cui sono state proiettate le immagini della Puglia: Lago di Lesina, Castel del Monte, Bari, Brindisi, Taranto e Lecce. Per vestire l'orchestra e Madame è stato scelto un brand pugliese, IJÒ: tre abiti originali sono stati creati per la maestra concertatrice, quello per “Rondinella” era di una lunghezza complessiva di trenta metri, interamente tessuto al telaio. Un inno alla sostenibilità, abbracciato anche da Acquedotto pugliese, che ha installato erogatori per la distribuzione gratuita di acqua pubblica. Il Concertone della Taranta sarà trasmesso per la prima volta da Rai Uno, il 4 settembre alle 23:15.