Tra scienza e fede, incontro sulla Sindone

13 Aprile 2022

Confronto a Torricella, nel Teramano, sulle ultime scoperte dopo nuovi esami e la posizione della Chiesa sul telo sacro

TORRICELLA SICURA. La Settimana Santa è occasione di riflessioni sulla fede oltre che di riti pasquali religiosi e laici. “La Sindone di Torino: tra scienza e fede” è il titolo dell’incontro sulla misteriosa e venerata reliquia, conservata dalla fine del Cinquecento a Torino nella cappella del Guarini, in programma stasera a Torricella Sicura, nel Teramano. Organizza il locale museo etnografico “Le Genti della Laga” in collaborazione con la parrocchia di San Paolo Apostolo e l’amministrazione comunale torricellese. L’incontro, accompagnato da una mostra, è ospitato dalla chiesa parrocchiale di Torricella, inizio alle 20,30.
La conversazione e il successivo dibattito sono a cura di Riccardo Forti, regista, documentarista e teologo, studioso della Sindone da oltre trent’anni. Oltre alle ultime scoperte sulla Sindone, la riflessione di Forti si baserà soprattutto sui risultati di varie simulazioni svolte in occasione della realizzazione di un film documentario in fase di lavorazione che sarà ultimato entro l’anno. Moderatore Sandro De Marcellis, saluti del parroco don Adrien Nzigamasabo, del sindaco Daniele Palumbi, del vice sindaco Marco Di Nicola. L’incontro è organizzato da Gino Di Benedetto, curatore del museo etnografico di Torricella, dove da domani a lunedì 18 aprile è allestita una mostra sulla Sindone, incentrata su una riproduzione in dimensioni reali della reliquia; la mostra può essere visitata tutti giorni dalle 10 alle 18.
La Sindone di Torino, di cui le prime testimonianze storiche risalgono al 1353, è la reliquia più studiata di sempre, oggetto di ricerche interdisciplinari di tantissimi studiosi. Come tutti sanno, è un lenzuolo di lino su cui è visibile l’impronta di un uomo che porta segni interpretati come effetti di maltrattamenti e torture compatibili con quanto descritto nella Passione di Gesù. I fedeli, ma anche molti studiosi, identificano l’uomo con il Cristo e il lenzuolo col telo usato per avvolgerne il corpo dopo la deposizione dalla croce e per la collocazione nel sepolcro. Dopo l’esame del carbonio-14, compiuto separatamente nel 1988 da tre laboratori di Tucson, di Zurigo e di Londra, la reliquia è stata datata come manufatto creato tra il 1260 e il 1390, tuttavia i fedeli e anche molti autori hanno continuato a considerarla una reliquia autentica. Invece per molti altri è un falso medioevale. Il suo mistero tuttora divide e non è stato dissolto dai tanti studi scientifici effettuati: oltre alla datazione col carbonio-14, esami medico-legali, esami del tessuto di lino, studi chimici e botanici, stime delle probabilità.
Dal Novecento la Chiesa ha scelto di non esprimersi ufficialmente sull’autenticità o meno della Sindone, ma ne autorizza il culto come icona della Passione di Cristo. Nell’incontro di Torricella «ci si concentrerà su quello che è avvenuto nei tre giorni della Passione, esaminando tutto ciò che appare sul telo sindonico per terminare con l’esame della radiodatazione del carbonio-14» spiegano gli organizzatori di un incontro che soprattutto porrà molte domande: «L’uomo della Sindone è stato crocifisso sul patibulum, su un palo o sulla croce? La Sindone è un lenzuolo o una tovaglia per uso rituale della Pasqua ebraica? Cosa accade a un corpo dopo la morte?
La radiodatazione del carbonio-14 è corretta o sbagliata? Per modificare la quantità di carbonio-14, in modo che la Sindone risulti d’epoca medioevale, bisogna aumentare o diminuire la quantità del C14? Ciò è determinante per capire l’eventuale causa che ha alterato il risultato della radiodatazione del 1988. A dimostrazione di ciò nella conferenza saranno pubblicati i risultati scientifici del “picco del C14 del 774 d.C.” ottenutii da scienziati giapponesi». Al termine della conferenza la presentazione di un manufatto conservato nel Museo etnografico che, dicono gli organizzatori, potrebbe avere una relazione con la Sindone.