Tratturi e cammini per conoscere l'Abruzzo sul web

27 Aprile 2015

Si chiama "We Folk" il progetto del regista abruzzese Massimo Moca fatto proprio dal Gal Gran Sasso Velino: dieci puntate di dieci minuti per far conoscere la regione

Immaginate una coppia di amici che attraversa a piedi i territori interni d’Abruzzo. Ecco, tutto quello che paesaggisticamente e umanamente può significare questo accenno di trama è parte integrante di “We Folk – Vado in Abruzzo”, una docu-fiction per il web che ritrae le bellezze della nostra regione intrecciandole con le storie dei due protagonisti. Ma partiamo dall’inizio, cioè da quando il Gal (Gruppo di azione locale) Gran Sasso Velino ha aperto un bando per la realizzazione di un documentario che raccontasse un viaggio all’interno dell’Abruzzo e mostrasse così una serie di percorsi da attraversare a piedi. Tra coloro che hanno raccolto questo invito creativo c’è anche il regista abruzzese Massimo Moca, che non si è fermato all’idea di realizzare un documentario ma, insieme alla co-regista Serena Del Prete, è andato oltre, proponendo una serie a puntate.

L’idea è stata premiata con la vittoria del bando e il resto è storia di questi giorni. Sì, perché la prima puntata di questa suggestiva serie per il web è stata lanciata proprio giovedì 23 aprile e, di settimana in settimana, aggiungerà puntata a puntata, fino ad arrivare a fine giugno, quando il progetto si concluderà con il decimo episodio.
Incuriositi dall’originalità dell’idea, che può significare per l’Abruzzo una promozione territoriale di ampio respiro, abbiamo contattato Moca per farci raccontare le peculiarità del progetto: “La particolarità di questa docu-fiction – dice - è proprio nel fitto intreccio tra realtà e finzione. Perché se è vero che i due protagonisti sono attori (Valentina Beotti ed Emiliano Liberali, ndr), non lo sono coloro che incontreranno lungo il percorso: tutti personaggi caratteristici dei luoghi, chiamati eventualmente a impersonare se stessi. In una puntata – anticipa Moca - li vedremo per esempio giungere in un convento, dove incontreranno un vero monaco francescano, che offrirà il suo contributo spirituale”. Altrettanto reali e di grande fascino sono i luoghi che “We folk” promette di mostrarci: la partenza, di grande effetto, è stata affidata alla riserva naturale Zompo lo Schioppo (compresa nel Comune di Morino, L'Aquila), dove viene ripresa la cascata che, con i suoi 80 metri di salto, rappresenta la più alta rapida naturale dell’Appennino. “Siamo partiti da lì, perché ci è sembrato un ottimo ingresso in Abruzzo e ci ha permesso di offrire la prima meraviglia”, ci dice Moca. Ed effettivamente è lì che vedremo il primo stupore negli occhi di Valentina, che nel racconto interpreta i panni di una ragazza di città catapultata in uno scenario decisamente altro rispetto a quello che abitualmente la circonda. A farle da Cicerone è il suo amico Emiliano, che nella fiction mostra di trovarsi decisamente a suo agio nei panni del viaggiatore, complice il suo essere – nella vita reale - un musicista folk sempre in viaggio (sono sue tra l’altro le musiche che arricchiscono i video).
Così, camminando camminando, i due attraverseranno i luoghi dell’area del Gran Sasso Velino: dalla Valle Roveto fino a L’Aquila, passando così per la Valle Subequana, la Piana di Navelli, il Fiume Tirino e l’Altopiano delle Rocche. Tutti luoghi che rientrano nel progetto “Tratturi e cammini”, con il quale il Gal ha sviluppato la tracciatura Gps di una serie di percorsi abruzzesi, seguendo sostanzialmente due grandi linee: quella dei tratturi, cioè delle antiche vie erbose, come il Magno, il Regio e il Montesecco, e quella dei cammini, come quello di Celestino V, di San Francesco e del Gran Tour dei pittori dell’800.
Ma nonostante la messa on line sia già partita, la registrazione della web-serie non è ancora terminata: “Abbiamo superato in questi giorni il giro di boa – racconta Moca – e stiamo girando la sesta puntata che è determinante, perché ci sarà un’evoluzione della storia tra i due personaggi”. In quale direzione non ce lo dice, ma aggiunge che “trattandosi di un uomo e una donna si può pensare qualcosa a riguardo”; criptico quanto basta dunque per accendere la giusta curiosità che una buona serie deve suscitare. Ma chiedere di più non servirebbe, perché “stiamo costruendo la trama momento per momento – svela -. Abbiamo una sinossi di base che poi si modifica a seconda di quello che ci offre il luogo, al punto che a volte la sceneggiatura viene riscritta sul set”. Sono dunque le ambientazioni a incorniciare via via il racconto, “come quella volta che abbiamo girato una camminata a cavallo tra Aielli e Celano e ne è venuta fuori una citazione western”. L'intera serie può essere seguita sulla piattaforma Vimeo (vimeo.com/125751581) o sulla pagina Facebook "We Folk Vado in Abruzzo".