“Tre per una”, Rea in trio per Mina

17 Agosto 2020

Il pianista al Tagliacozzo Festival con il disco dedicato alla cantante per gli 80 anni

TAGLIACOZZO. Il titolo è “Tre per una” e l’una è l’immensa Mina alla quale rendono uno strepitoso omaggio Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino in trio al Tagliacozzo Festival.
La rassegna diretta dal maestro Jacopo Sipari continua larubrica dedicata agli “Anniversari” con un concerto di grande forza evocative questa sera al chiostro San Francesco in doppio set: primo turno ore 19, secondo turno ore 21.30. Sul palco il nuovo progetto di un formidabile trio che ha voluto dedicare e celebrare con un disco una delle più grandi artiste italiane di ogni tempo in occasione dei suoi 80 anni. Danilo Rea (pianoforte), Massimo Moriconi (contrabasso) e Alfredo Golino (batteria) con Mina hanno registrato di tutto: dalla ballad jazz al rock, dalla fusion all’acustico, dalle canzoni di autori italiani e internazionali, al tango. Il nuovo progetto nasce dall’affiatamento di questi tre grandi jazzisti che hanno passato insieme a Mina tantissimi momenti suonando dalla canzone italiana allo standard americano Il trio inventa oggi uno spettacolo con canzoni appassionanti e conosciutissime tra le quali brani come “Non credere”, “E se domani” “Io e te da soli” suonate in maniera inedita e diversa ogni sera.
Danilo Rea riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla grande versatilità e all’apertura musicale. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l’esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, Danilo debutta nel mondo del jazz con il Trio di Roma nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. Inoltre la sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l’accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal “Great American Songbook”. E quindi non sorprende che in Italia sia considerato «il grande poeta» tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti italiani e collaborando con alcuni tra i più grandi jazzisti statunitensi.