«TV IN BIANCO E NERO, CHE RISATE»

Perrotta e Insegno coppia comica: i grandi ispiratori? Chiari e Bramieri
PESCARA. Non vedono l'ora di incontrarsi e tornare insieme sul palco per portare un po’ di allegria dopo il periodo cupo dell'Abruzzo, in questa estate dalle temperature di fuoco. Pino Insegno e Federico Perrotta hanno scritto insieme lo spettacolo "C'era una volta.... in tv" e sono pronti a farci ridere «con stile» con le loro battute. È la tv di una volta – contenitore in bianco e nero di grandi personaggi dello spettacolo e di programmi e sceneggiati rimasti nella storia della cultura italiana – il filo conduttore della serata di domenica 6, all'interno della rassegna Estatica al porto turistico Marina di Pescara. Mattatore dello spettacolo Pino Insegno, attore, doppiatore, regista e conduttore televisivo, che con la sua comicità sottile e mai sboccata ci porterà per mano in una passeggiata tra momenti magici e brillanti, intercalata da divertenti incursioni del comico abruzzese Federico Perrotta e sottolineata musicalmente da Valentina Olla. Un viaggio attraverso il mondo catodico degli anni ’60, ’70 e ’80, con i suoi miti, le canzoni, gli sceneggiatori, il cinema, il tutto scritto a quattro mani da Pino Insegno e Federico Perrotta.
La TV di ieri e quella di oggi: è
possibile un parallelo o almeno
un confronto?
Insegno: Respirare l'aria della televisione di una volta per me è stato stupendo. Momenti magici tra Gino Bramieri, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Walter Chiari, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello solo per citarne alcuni. Già dalla colonna sonora si capiva cosa ci aspettava: “Il segno del Comando”, i “Fratelli Karamàzov”, “Il sabato sera” di Rai Uno. Oggi il confronto non regge, anche se spiccano personaggi come Luca Zingaretti o Pierfrancesco Favino nelle fiction e trasmissioni che si salvano come “X Factor” e “Italian Got's Talent”. Forse perché c'è troppo da scegliere e alla fine si perde un po’ in qualità. Per fortuna il teatro e il doppiaggio sono rimasti meritocratici: lì o lo sai fare o sei fuori.
Perrotta: La tv di oggi è distratta, ti propone tanti prodotti che poi alla fine ti perdi. Anche se sono abbastanza giovane amo il concetto della televisione di una volta, che aveva il potere di riunire tutta la famiglia davanti allo schermo, seduti sul divano. Oggi la tv la vedi spesso da solo, magari sul tablet o sul telefono: è diventata asociale.
Si è creato un grande legame affettivo e lavorativo tra voi due. Come vi siete conosciuti?
Insegno: Federico è stato un mio allievo nella scuola di teatro insieme ad altri. Lui è uno di quelli che caparbiamente ha continuato e me lo sono trovato vicino anche come collega alla fine. L'anno scorso mi ha invitato ad un suo spettacolo a Pescara, proprio al porto turistico, e la location mi è piaciuta molto. Ho detto: “Ma perché non facciamo qualcosa insieme proprio qui?” ed eccoci con lo spettacolo “C'era una volta in TV”. Venite venite!
Perrotta: Mi sono iscritto alla sua Accademia e ho fatto con lui un percorso bellissimo tra amicizia e lavoro. Condividiamo caratterialmente un grande senso di umanità e di solidarietà verso il prossimo. Ho imparato da lui a portare un sorriso a chi ne ha bisogno e a seguire il suo motto: “Fate i cattivi il giorno di Natale e i buoni tutti gli altri giorni dell'anno”.
Il maggior pregio dell'uno
e dell'altro?
Insegno: Federico è generoso, curioso e umile. Un mix perfetto.
Perrotta: Pino ha una generosità incredibile coperta da uno scudo coatto.
Il peggior difetto?
Insegno: Che ogni tanto mi tratta come un nonnetto: mi spiega tutto per filo e per segno come se non riuscissi a tenere il suo ritmo.
Perrotta: Su alcune cose si intestardisce troppo e poi la mette sul personale.
Il comico abruzzese preferito?
Insegno: Il mio amico Perrotta ovviamente! Altrimenti me la fa pagare... Anche Pedicini come doppiatore.
Perrotta: Ahia! E mò che dico? Mi piacciono almeno 4 o 500 comici abruzzesi! Ce ne sono in giro in grande quantità! Scherzi a parte....per uno come me che è nato “animatore” ho grande stima di 'Nduccio e di Vincenzo Olivieri e Marco Papa.
E il comico italiano preferito?
Insegno: Tra quelli di una volta Walter Chiari, oggi rido molto con Checco Zalone e con l'amico Maurizio Battista.
Perrotta: Gino Bramieri, perché era un artista completo.
Rapporto con l'Abruzzo?
Insegno: Lo conosco bene, soprattutto Pescara e il teatro D'Annunzio dove ho fatto spettacoli per più di dieci anni con la Premiata Ditta, insieme a Roberto Ciufoli, Tiziana Foschi e Francesca Draghetti. E poi mi sento vicino umanamente a questa regione dagli ottimi arrosticini e dai paesaggi meravigliosi, per tutto quello che ha passato in tragedie e in sfortune climatiche.
Perrotta: Io mi sento profondamente abruzzese e colgo ogni occasione per essere d'aiuto alla mia regione. Mi definisco uno “sciovinista dell'opera umana” e per questo porto con me nei miei spettacoli sempre un gesto d'amore, come il "Progetto Noemi" o uno "Spot per l'Abruzzo". Sempre ovviamente cercando di mettere a frutto quello che so fare, ossia far ridere .

