Ultimo tango, in sala il capolavoro di Bertolucci, versione restaurata

22 Maggio 2018

PESCARA. Settimana speciale per gli amanti del grande grande cinema: é nelle sale abruzzesi fino a domani “Ultimo Tango a Parigi”, capolavoro di Bernardo Bertolucci, nella versione di recente...

PESCARA. Settimana speciale per gli amanti del grande grande cinema: é nelle sale abruzzesi fino a domani “Ultimo Tango a Parigi”, capolavoro di Bernardo Bertolucci, nella versione di recente restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia, in collaborazione con Grimaldi Film Productions e Metro-Goldwyn-Mayer Studios.
Censurato, sequestrato, cancellato e poi rinato per diventare il film italiano più visto di sempre, con oltre 15 milioni di spettatori, Ultimo tango a Parigi è una delle pellicole più famose e discusse della storia del cinema. «Esasperato pansessualismo fine a se stesso» quello che si legge nella sentenza della Cassazione in cui un giudice, il 29 gennaio 1976, condannava al sequestro il film. Bertolucci si guadagnò la consacrazione come autore e, insieme, una condanna per offesa al senso del pudore e la privazione per 5 anni dei diritti politici. Solo nel 1987 il film fu riabilitato e accolto per ciò che è: un capolavoro sulla drammaticità dell’esistenza. Interpretato da Marlon Brando e dall’esordiente Maria Schneider, il film fu presentato in prima mondiale al festival di New York il 14 ottobre del 1972, accolto con entusiasmo dalla critica. L’opera è circondata da un’aneddotica che fa la gioia dei cinefili. La Schnaider che fino alla morte, avvenuta nel 2011, accuserà Bertolucci e Brando di aver complottato contro di lei, nella scena col burro, non informandola di quello che sarebbe successo sul set e traumatizzandola a vita. Brando che molla le riprese a una settimana dalla fine per cercare il figlio, fuggito con un gruppo di hippie. Il pittore Francis Bacon che gongola quando scopre che due suoi quadri sono nei titoli di testa del film. Quarantasei anni dopo il film ha una forza rimasta intatta.