Un abbraccio in note tra Abruzzo e Ucraina con i Solisti di Kiev

27 Febbraio 2022

Il prestigioso Ensemble cameristico domani sera a Teramo Il direttore Carusi: «Suoneranno avendo nel cuore i loro cari»

TERAMO. Sarà come un abbraccio del popolo abruzzese al popolo ucraino. Avrà un sapore particolare, di dolore e preghiera, solidarietà e speranza il concerto che terrà domani a Teramo per la stagione della Riccitelli il National Chamber Ensemble Kyiv Soloists, insieme all’oboista Francesco Di Rosa. L’orchestra da camera della capitale ucraina, che sta vivendo come tutto il Paese ore tragiche sotto l’aggressione russa, è arrivata da poco in tournée in Italia e sarà anche a Sulmona il 6 marzo al teatro Maria Caniglia. Con quale spirito si può immaginare, mentre la propria patria, i familiari, gli amici vivono il dramma della guerra.
I Solisti di Kiev, prestigiosa formazione di levatura internazionale, aprono la seconda parte della 44ª Stagione concertistica della Società della musica e del teatro Primo Riccitelli, firmata dal direttore artistico Nazzareno Carusi. Suoneranno nella sala polifunzionale Cristina da Pizzano della Provincia, alle 21. Con i professori ucraini suonerà Francesco Di Rosa, primo oboe solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e oboista tra i più affermati e richiesti del panorama internazionale. In programma il Concerto per oboe in re minore op.9 n.2 di Tommaso Albinoni, le Variazioni su tema di Ciajkovskij op.35 di Anton Stepanovic Arenskij, il Concerto per oboe in la minore RV 461 di Antonio Vivaldi e due brani di autori contemporanei, il Concerto per archi di Nino Rota e il Concerto n.3 per oboe e archi del compositore vastese Raffaele Bellafronte.
I vertici della Società Riccitelli con emozione sottolineano l'importanza della presenza dei Kyiv Soloists, alla luce dei gravissimi fatti che stanno sconvolgendo l'Ucraina. «Ripartiamo con la stagione dei concerti, dopo una pausa legata alla pandemia, in un momento che, almeno dal punto di vista sanitario, sembra concedere una prospettiva più serena» dichiara la presidente Alessandra Striglioni ne’ Tori, «anche se gli animi non sono certo leggeri in questo complicatissimo momento storico. Sapere che insieme al grandissimo Francesco Di Rosa ospiteremo l’Ensemble Nazionale da Camera di Kiev non può non portarci a riflettere una volta di più su quello che sta accadendo nel mondo. Questi musicisti, peraltro arrivati venerdì in Italia per una mini tournée e sui quali grava l’ombra pesantissima dei terribili accadimenti sul loro territorio, sono fortemente provati e suoneranno con l’animo lacerato di chi sa di vivere sulla propria pelle la follia insensata della guerra. Apprestiamoci a seguire questo concerto con una emozione diversa nel cuore e, se possibile, a trasmettere a questi musicisti, peraltro professionisti di altissimo profilo artistico e umano, tutta la vicinanza e la solidarietà possibile anche attraverso l’abbraccio che la città di Teramo vorrà loro riservare».
Parole forti anche da parte del maestro Nazzareno Carusi, direttore della Riccitelli: «In questi giorni bui, che costituiscono la fine dell’Europa come l’abbiamo conosciuta negli ultimi decenni e disegnano un nuovo e più pericoloso ordine mondiale, l’avere con noi l’Ensemble di Kiev è ragione di più sentito pensiero sul ruolo che gli artisti non possono, e non debbono, evitare nei giorni tremendi in cui la politica cede alle armi». E arriva un riferimento a Valery Gergiev che non dirigerà i Wiener Philharmoniker nelle tre date in programma alla Carnegie Hall di New York. La decisione arriva dopo le minacce di proteste per la presenza del direttore, amico personale e sostenitore di Vladimir Putin. Anche la Scala, attraverso il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha chiesto «una presa di distanza» dalla Russia. «E allora», precisa Carusi, «siccome nella tragedia i simboli e i gesti valgono più d’ogni interesse, in un concerto che naturalmente era previsto da tempo e solo per caso coincide con la drammatica invasione che l’Ucraina sta subendo, esattamente come vanno considerate non gradite e allontanate quelle figure che non solo non condannano oggi l’aggressione, ma soprattutto l’hanno appoggiata ieri nel suo progetto che in queste ore, sul suolo europeo, in casa nostra, sta causando morte su morte, accogliamo e abbracciamo con ancora maggior forza e fraterna solidarietà questi musicisti che, mentre suoneranno per noi, avranno nel cuore la loro terra, i loro cari, le loro case, i loro amici, e pregheranno ciascuno il proprio Dio di ritrovarli, sperando il ritorno in patria, sani e salvi».