Un tragico Natale sommozzatori e amori orientali

27 Novembre 2014

TERAMO. Prima che arrivi l'ondata di film natalizi, gioca d'anticipo “Ogni maledetto Natale”, seconda prova cinematografica di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, autori tre anni fa...

TERAMO. Prima che arrivi l'ondata di film natalizi, gioca d'anticipo “Ogni maledetto Natale”, seconda prova cinematografica di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, autori tre anni fa di “Boris - Il film” dopo il successo dell'omonima serie tv. Citata solo nel titolo la pellicola di Oliver Stone, “Ogni maledetta domenica”, il trio di registi ha richiamato i vecchi amici di “Boris”, Francesco Pannofino e Caterina Guzzanti insieme aD Alessandro Cattelan, Marco Giallini, Corrado Guzzanti, Valerio Mastandrea, Alessandra Mastronardi e Laura Morante, per raccontare una storia tragicomica sull'amore e su quello che per molti è «il momento più spaventoso dell'anno». La vicenda prende le mosse dal colpo di fulmine tra Massimo (Cattelan) e Giulia (Mastronardi). Lei, subito e incautamente, invita lui a trascorrere la vigilia dai suoi, i ruspanti Colardo, boscaioli viterbesi; Massimo ricambia invitando Giulia al pranzo di Natale dai suoi, i ricchi e raffinati Marinelli Lops. A interpretare i componenti delle due famiglie gli stessi attori, con divertenti e opposte caratterizzazioni.

Altro film italiano in sala oggi è “Mio papà” di Giulio Base, presentato al 9° Festival di Roma. Giorgio Pasotti è Lorenzo, un farfallone 35enne che fa il sommozzatore per una piattaforma nel mare Adriatico (riprese tra San Benedetto del Tronto e Ortona). Sulla terraferma conosce Claudia (Donatella Finocchiaro), con la quale inizia una relazione seria; Lorenzo dovrà anche conquistare Matteo (Niccolò Calvagna), il figlioletto di sei anni di Claudia che proprio non vuol saperne di quell'intruso.

Dal Medio Oriente, sempre prodigo di buoni titoli, arrivano altre due novità, l'israeliano “Viviane” e l'iraniano “Melbourne”. Diretto da Ronit e Shlomi Elkabetz (sorella e fratello), “Viviane” è il film scelto da Israele per concorrere agli Academy Awards. La regista, qui alla sua opera terza, è anche interprete del film: la sua protagonista incarna il desiderio di libertà delle donne destinato a infrangersi contro il muro dell'ortodossia maschile. Da cinque anni Viviane tenta di ottenere il divorzio dal marito Elisha. Ma la sola autorità che in Israele possa accordarglielo è il tribunale rabbinico. E a un'unica condizione, il consenso del marito. L'intransigenza di Elisha e l'ambiguità dei giudici trascinano la causa tra dramma e farsa. La trama ci riporta al film iraniano “Una separazione” di Asghar Farhadi, Orso d'oro 2011 e Oscar 2012, di cui “Viviane” conta di replicare le fortune. Proprio l'attore protagonista di “Una separazione”, Payman Maadi, è interprete di “Melbourne” dell'iraniano Nima Javidi, film d'apertura della Settimana della critica all'ultima Mostra di Venezia. Una giovane coppia, Amir e Sara, sta per trasferirsi a Melbourne per continuare gli studi. Mentre i due sistemano le ultime cose prima di chiudere l'appartamento, un fatto normale (la baby sitter dei vicini affida loro una neonata per sbrigare una commissione) innescherà un crescendo di tensione.

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