Un Transfert espressionista al Florian Espace

28 Giugno 2019

PESCARA. “Transfert espressionista” è il titolo dello spettacolo che andrà in scena, oggi e domani (alle 21), al Florian Espace di via Valle Roveto a Pescara. Si tratta di un esperimento di cinema-tea...

PESCARA. “Transfert espressionista” è il titolo dello spettacolo che andrà in scena, oggi e domani (alle 21), al Florian Espace di via Valle Roveto a Pescara. Si tratta di un esperimento di cinema-teatro dove, spiegano le note di presentazione «si materializzano in scena e interagiscono i fantasmi e le icone che regnano in tre generi cinematografici classici: l’horror muto, la fantascienza anni Cinquanta e il noir». L’ideazione e il montaggio video sono di Pino Bruni; la regia è di Umberto Marchesani; in scena gli attori Edoardo De Piccoli, Antonella De Collibus, Vittoria Manni e Fabio D'Onofrio
«“Transfert espressionista”», si legge sempre nelle note di presentazione dello spettacolo, «è sostanzialmente un omaggio scenico, in forma di pantomima, al cinema muto e ad alcuni generi cinematografici con i suoi personaggi icona. Partendo dal Nosferatu di Murnau, vera icona del muto nonché del cinema horror/espressionista, lo spettacolo compie anche e soprattutto una ricognizione onirica sull’immaginario intimo di tre personaggi in scena, ossia il vampiro del muto, Edoardo De Piccoli, l’alieno del cinema degli anni Cinquanta, la piccola Vittoria Manni, e la femme fatale del mondo noir, Antonella De Collibus - con integrazione decisiva del gangster dei noir, Fabio D’Onofrio, mondo le cui connotazioni visive, con le sue luci e ombre, si rifà vistosamente all’espressionismo cinematografico tedesco dell’epoca del muto. Tali personaggi (e generi) trascolorano l’uno nell’altro o per meglio dire si passano il testimone, a volte in modo conflittuale, così come cercavano di imporsi nell’immaginario cinematografico degli spettatori degli anni ’50».
«Riguardo ai tre filmati», prosegiono le note, «i primi due hanno come commento alcuni frammenti, montati per lo specifico, delle composizioni dell’austriaco Anton Webern la cui musica, con le sue tonalità chiaroscurali, si può definire tutto sommato espressionista (Webern si espresse, per buona parte dell’attività, proprio negli anni Dieci e Venti, periodo in cui si impose l’espressionismo cinematografico tedesco), una musica che, identica e inalterata, accompagna per antifrasi anche l’immaginario onirico dell’alieno dopo l’avvenuto transfert. Il terzo brano è una composizione “notturna”, e quindi onirica, del “jazzista elettrico” John Zorn che accompagna l’universo onirico della femme fatale (il transfert continua) e quindi del noir. Da collante alle varie scene l’accompagnamento pianistico dal vivo, a opera del maestro Fabio D’Onofrio (che incarna, in un gioco metatestuale anche il gangster dei film noir che interagisce in scena con la femme fatale), accompagnamento, e al contempo parte integrante della scena, che fa riferimento non solo al tipico accompagnamento pianistico del cinema muto, ma anche al mondo e alle atmosfere di tanti locali notturni presenti nel cinema noir anni Quaranta e Cinquanta, appunto». I prezzi dei biglietti: 10 euro (intero), 8 euro (ridotto) e 7 euro (ridotto speciale per scuole di teatro, danza, musica convenzionate)
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