Una giornata in compagnia dell’arte di Ronconi

Oggi Rai5 dedica il suo palinsesto al ricordo del regista nel primo anniversario della sua scomparsa
ROMA. Dal Trittico di Puccini messo in scena nel 2008 alla Scala di Milano, con la direzione di Ricardo Chailly, al Falstaff di Verdi, all’Opera di Firenze, la sua ultima regia. Una lunga giornata in compagnia di Luca Ronconi, scomparso il 21 febbraio dell’anno scorso all’età di 82 anni: è l’omaggio che Rai Cultura dedica al grande regista su Rai5, oggi, nel primo anniversario della scomparsa.
Si comincia con il Trittico pucciniano, in onda alle 10, per proseguire con Quer pasticciaccio brutto di via Merulana e la maratona Lehmann Trilogy prodotta dal Piccolo Teatro di Milano. In serata, due prime tv. Alle 21.15, Ronconi all’Opera, firmato da Felice Cappa: il lungo e ricco rapporto tra Luca Ronconi e il Teatro alla Scala, riletto come un’autobiografia artistica. Perché è lo stesso Ronconi - attraverso le proprie parole - a ricostruirlo. Rivivono così oltre trent’anni di creazioni raccontate da Ronconi attraverso interviste televisive e radiofoniche, prove di scena e letture critiche, in una collaborazione con la Scala cominciata con La Valchiria nel 1974 e conclusa con la produzione del Trittico pucciniano nel 2008. Tra gli allestimenti riproposti il Guglielmo Tell e Il viaggio a Reims, l’Aida-kolosssal, Ernani e Don Carlo, ma anche L’affare Makropulos di Janacek, Elettra e Arianna a Nasso di Richard Strauss, e Wozzeck di Alban Berg. Obiettivo, inoltre, su una vera lezione di regia: le prove di Lodoiska di Cherubini che Ronconi provò nello Studio3 del Centro di produzione della Rai di Milano (tra 1991 e 1992). In chiusura, oltre ai frammenti tratti da Orfeo di Luigi Rossi, Fetonte di Niccolò Jommelli, Europa Riconosciuta di Antonio Salieri e La dannazione di Faust di Hector Berlioz, citazioni d’obbligo da Tosca e dal Trittico, in particolare da Suor Angelica.
Alle 22.20, inoltre, «In cerca d’autore». È Lo studio di Luca Ronconi sui Sei personaggi di Luigi Pirandello: un lavoro che il regista, per tre anni, d’estate, ha condotto nel suo laboratorio creativo tra i monti dell’Umbria con gli allievi dell’Accademia nazionale d’arte drammatica. Un viaggio, ancora firmato da Felice Cappa, dentro la sala del Centro teatrale Santacristina per partecipare all’esito finale del progetto, non da spettatori, ma da protagonisti.
Al termine, Rai5 proporrà il Falstaff di Verdi, andato in scena al Teatro dell’Opera di Firenze nel novembre del 2014.
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