Uomini, corpi, connessioni: due performance al Matta

8 Settembre 2022

A Pescara per la rassegna Corpografie stasera c’è lo spettacolo “Wrlss” Domani i samurai in armatura sonora proposti da Asmed-Balletto di Sardegna 

PESCARA. La relazione tra l’uomo e l’esistenza, la relazione tra due esseri nemici e complici, la relazione tra le parti divise di se stessi: sono i temi esplorati nei prossimi due appuntamenti della rassegna Corpografie, il festival di danza contemporanea applicata alle nuove tecnologie, allo Spazio Matta di Pescara. Il primo, previsto per questa sera alle 21, è Wrlss (Wireless), presentato in prima nazionale. Una performance che indaga il rapporto dell'essere umano con l’esistenza, che l’autore e regista Andrea Micaroni ha concepito come spettacolo site specific, il cui punto focale è l’interazione tra performer e tecnologie senza fili come luci e musica. I tre danzatori in scena, Simonetta D'Intino, Maristella Mezzapesa e Laura Petrini, adattano lo spazio per creare coreografie che generano scenografie luminose, che a loro volta modifano lo spazio in un percorso corale e individuale senza fili, wireless appunto.
Il coordinamento artistico è di Anouscka Brodacz, le musiche originali del dj e compositore di musica elettronica sperimentale Globster. La performance è stata realizzata con gli istituti coreutici di Pescara e di Teramo.
Domani, sempre alle 21 allo Spazio Matta, la danza contemporanea prende forma con lo spettacolo Zatò e Ychì, produzione Asmed - Balletto di Sardegna interpretata da Valeria Russo e Lucas Monteiro Delfino. L’ispirazione nasce dalla tradizione giapponese e dalla figura di Zatoychi, Zatò per gli amici, invincibile spadaccino cieco protagonista di numerose serie tv e di un recente film. Lo spettacolo ne sottolinea soprattutto l'ironia, reinventando a proprio modo l'Oriente mitico che lo caratterizza. «Per noi», spiegano coreografi e danzatori, «Zatoychi divide in due la sua anima, scindendosi in forma maschile e femminile e diventando Zatò e Ychì, due samurai che si scontrano in tre cruentissimi combattimenti, sostenuti e incalzati nel loro serrato confronto da clangori metallici e dal ritmo profondo delle percussioni».
Zatò e Ychì è una performance emozionante ideata da Senio G.B. Dattena, regista e autore anche dei costumi, elementi stessi della danza, trapuntati come sono di campanelli, sculture sonore che ricordano certi esperimenti teatrali della Bauhaus. Campanelli che vengono scossi e percossi per creare una colonna sonora e per plasmare fisicamente i movimenti dei danzatori, in un duello intenso per lo scontro e per il peso delle armature sonore. Al contrario il terzo combattimento è rarefatto e nudo e i samurai indossano gli hakama, indumenti alle cui pieghe vengono fatti corrispondere i precetti del Bushid, il codice di condotta morale del guerriero giapponese. Chi siano i due samurai e cosa rappresentino non è importante. Sono comunque danzatori intenti a trasformare i corpi per dar vita a infinite possibilità di rapporto o per ritrovarsi come due parti di uno stesso essere.