Valeria Solarino è Vincenzo che diventa Rosa

L’attrice apre domani la stagione del Tsa all’Aquila e poi porta il suo monologo a Pescara: «La felicità è essere se stessi»
L’AQUILA. Valeria Solarino con la sua “Gerico Innocenza Rosa”, delicato e potente racconto di come Vincenzo diventò Innocenza, abbraccia l’Abruzzo. L’attrice nata a El Morro de Barcelona, in Venezuela, 42 anni fa, aprirà la nuova stagione del Teatro Stabile d’Abruzzo domani sera alle 21 al Ridotto del teatro Comunale dell’Aquila, con replica mercoledì 24 novembre, ore 17.30, e poi sarà a Pescara, giovedì 25, invitata dalla Cgil per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne a salire sul palco del teatro Massimo alle 21.30, con lo stesso monologo scritto proprio per lei e diretto da Luana Rondinelli, dopo un dibattito pubblico dal titolo “Uguaglianza è partecipazione” (ore 20).
Con scene Ortiche Spazi in Scena, musiche di Massimiliano Pace, lo spettacolo, coprodotto dal Tsa, Savà Produzioni Creative e Stefano Francioni Produzioni, racconta dunque la storia di Vincenzo. Nella casa di campagna che lo ha visto crescere e dove trova sempre conforto e libertà, Vincenzo , narra il suo percorso di “transizione” alla madre e alla nonna attraverso un dialogo alla ricerca dell’amore e dell’affermazione della propria identità lontano da qualsiasi pregiudizio, per sentirsi finalmente amato e compreso. «Ognuno può rispecchiarsi in questo spettacolo», afferma l’autrice e regista Luana Rondinelli, «e trovare il proprio modo per essere se stesso fino in fondo, senza pregiudizi che costringono ad essere altro, senza paure, con la consapevolezza che se l’accettazione parte dal nucleo familiare e dagli affetti autentici il percorso dell’affermazione della propria identità sarà più semplice». «Attraverso le parole e la direzione di Luana», spiega Valeria Solarino, «voglio dar vita alla lotta per l’affermazione della propria identità. Come un flusso di coscienza, il racconto tocca i momenti più dolorosi di questo percorso ma anche i ricordi più dolci e tutto questo ogni volta mi conquista e mi emoziona».
«Essere se stessi, senza compiacere gli altri, anche a costo di soffrire è il tema di questo monologo, che affronta anche temi di identità di genere, stereotipi, diritti: quelli che diamo per scontati ma che oggi dobbiamo difendere», aggiunge l’attrice, che interpreta Vincenzo - Innocenza con passione e tecnica, assecondando le diverse voci dei personaggi, i loro dialetti, gli umori. «Tutti quando nasciamo veniamo classificati in determinate caselle, e a quelle ci dobbiamo uniformare», osserva. «Quante cose ognuno di noi fa solo per assecondare gli altri? Quanti si sposano e hanno figli perché davvero lo desiderano, e quanti perché così pretende la società? Come saremmo se mollassimo i freni? Questi sono gli interrogativi. Quando facevo le prove, mi dimenticavo del fatto che Vincenzo avesse cambiato sesso. Era una persona che voleva esprimere la sua identità, liberamente. Solo se ci lasciamo andare a essere noi stessi possiamo conquistare la felicità».
