Valerii attore per gioco con Adriatico

10 Febbraio 2021

In tv i film dell’autore aquilano tra cui l’unica prova d’attore del re del western

L’AQIla. “All’amore assente”, “Torri, checche e tortellini”, “Gli anni amari”: tre film dell’autore aquilano Andrea Adriatico sono disponibili sulla piattaforma Chili. “All’amore assente” (2007) tra i motivi di interesse vanta l’essere il solo film interpretato dal regista Tonino Valerii, abruzzese di Montorio al Vomano, morto 82enne nel 2016 lasciando pietre miliari del western europeo, da “I giorni dell’ira” a “Il prezzo del potere” e “Il mio nome è Nessuno”.
I tre lungometraggi sono prodotti da Cinemare, casa fondata a Bologna da Adriatico con Stefano Casi, co-sceneggiatore dei film dell’autore abruzzese. Opera seconda di Adriatico dopo “Il vento, di sera”, il mistery “All’amore assente” fu presentato al London International Film Festival e al Festival di Annecy, in Francia, dove vinse il premio della giuria. Massimo Poggio è il ghostwriter Andres Carrera che all’improvviso sparisce, alla ricerca di sé e della verità sulle persone che lo circondano; Tonino Valerii interpreta l’anziano padre, convinto che il figlio sia stato rapito dagli alieni a fin di bene; nel cast Francesca D’Aloja e Milena Vukotic. Adriatico e Valerii si erano conosciuti nel 2004 al festival Roseto Opera Prima, ideato e diretto dal regista montoriese. In quell’edizione vinse proprio Adriatico col film d’esordio “Il vento, di sera”. Pochi anni dopo non fu difficile per il regista aquilano convincere Valerii a esordire come attore in “All’amore assente”, uniti com’erano dalla stima reciproca e dall’amore per il cinema. Su Chili anche il documentario “Torri, checche e tortellini” (2015), che ripercorre la storia del Cassero di Porta Saragozza, a Bologna, primo centro italiano lgbt. Il titolo prende ironicamente spunto dalle proverbiali tre T – torri, tette, tortellini – delle attrattive bolognesi. “Torri, checche e tortellini” racconta un pezzo dell’avventurosa storia del movimento omosessuale italiano, da quando un gruppo di gay ottiene come sede dal Comune di Bologna un monumento storico quale il Cassero, che dal 1982 diventa un faro in Italia e in Europa con la sua attività politica (lì nacque l’Arcigay) e culturale, fatta anche di trascinante divertimento.
Alla storia del movimento omosessuale si ricollega il recente “Gli anni amari”, scritto da Adriatico con Grazia Verasani e Stefano Casi, che racconta la vicenda umana e politica di Mario Mieli, morto suicida a 31 anni nel 1983. Nicola Di Benedetto interpreta l’attivista e scrittore milanese, precursore in Italia degli studi di genere e tra i fondatori del Fuori!, il Fronte unitario omosessuali rivoluzionari italiani. Sandra Ceccarelli e Antonio Catania i genitori. «“Gli anni amari” è l’attraversamento di un’epoca, di quei vitali, difficili, creativi, dolorosi e rimossi anni ’70» hanno detto gli sceneggiatori. «Ed è il ritratto di un ragazzo la cui genialità, libertà interiore e gioia di vivere erano troppo intense per il mondo che lo circondava». (a.fu.)