Venezia, ecco Ben Affleck e Jennifer Lopez

L’attore presenta The Last Duel di Ridley Scott. Di scena la musica con Morricone di Tornatore, De André e Ornella Vanoni
VENEZIA. Ultimi duelli al Lido, quelli della giuria presieduta da Bong Joon-ho e riunita in un luogo segreto in completa disconnessione con l’esterno per decidere il Leone d’oro, d’argento, le Coppe Volpi agli attori e gli altri premi (voci incontrollabili danno Sorrentino, Campion, Schrader, Almodovar...), ma non solo.
The Last Duel è il titolo del film del giorno, proiettato ieri Fuori Concorso, un kolossal in costume che porta al rush finale Venezia 78 con i fuochi d’artificio e un red carpet da urlo con i Bennifer, ossia Ben Affleck e Jennifer Lopez, innamoratissima coppia dell’estate inseguita dai paparazzi, Matt Damon, Jodie Comer, protagonisti del film di Ridley Scott, il regista di tanti film d’azione a cominciare dal Gladiatore per finire con l’ancora inedito House of Gucci con Lady Gaga. Passerella anche per tanto altro per una edizione ricchissima.
La famiglia Morricone, con la vedova Maria e i figli Giovanni e Marco accompagna emozionata Ennio, l’eccezionale tributo documentario che il premio Oscar Giuseppe Tornatore ha dedicato al grandissimo compositore scomparso poco più di un anno fa, riuscendo, in un percorso cronologico e monumentale per reperti originali, a ricostruire non solo il lavoro del musicista da 500 colonne sonore, ma anche l’uomo che amava la musica più di ogni altra cosa e sapeva con una nota evocare tutto, «un film che spero», ha detto Tornatore, «diventi fonte stessa per il futuro». Intanto in sala uscirà con Lucky Red.
Altra famiglia musicale è quella di De André: a presentare DeAndré#DeAndré – Storia di un impiegato, con la regia di Roberta Lena (in sala come evento speciale il 25, 26, 27 ottobre,) c’è il figlio Cristiano con Dori Ghezzi e dopo la premiere c’è un concerto con le musiche del film. Tra tante belle cose del documentario che ripercorre, rielabora la storia del concept album Storia di un impiegato del 1973, ispirato al Maggio Francese, c’è il privato, la casa di Portobello di Gallura, «dove sono cresciuto e che amo, dove ho visto passare da bambino i grandi della commedia italiana da Walter Chiari a Villaggio, da Marco Ferreri a Ugo Tognazzi. Mio padre era un idealista, passava giornate a limare le parole, chiuso nel suo mondo e nel desiderio di comunicare concetti importanti pesando i termini, convinto di poter cambiare il mondo con una canzone, io ero un bambino avrei voluto la sua attenzione di padre. E quando finalmente ho capito tutto questo, è stato un momento meraviglioso perché ci siamo ritrovati e detti tutto. Adesso per me», ha detto Cristiano De André, «la cosa più bella portando il suo nome e la sua musica è vedere i ragazzi che abbracciano le sue parole così preziose, vorrei dire a papà che nessun suo pensiero era sbagliato».
E ancora musica con Ornella Vanoni, protagonista di Senza Fine di Elisa Fuksas per le Giornate degli Autori. Il concorso si è concluso con un film da non perdere, Un autre monde di Stephan Brizè con Vincent Lindon, ultimo capitolo di una trilogia con l’attore francese tutta puntata a raccontare, anche con bei pugni nello stomaco, la crisi economica: questa volta il punto di vista è dell'imprenditore costretto a licenziare. Il filo rosso del femminismo, dei diritti femminili è stato portante a Venezia 78 (da L’Evenement di Audrey Duwai sull’aborto illegale, che meriterebbe uno spazio nel palmares a Les Choses Humaines di Yvan Attal sul processo per stupro, per fare due esempi) e fino all’ultimo. The Last Duel di Ridley Scott racconta una storia vera ma non a caso diventa film oggi. Il film (in sala con Disney dal 14 ottobre), scritto, interpretato e prodotto da Matt Damon e Ben Affleck (e altri), tratto dal romanzo di Eric Jager, racconta di una donna coraggiosa, anticipatrice del femminismo. È Marguerite de Carrouges (Jodie Comer), moglie del cavaliere intrepido Jean de Carrouges (Matt Damon), che l’affascinante scudiero Jacques Le Gris (Adam Driver) protetto dal conte Pierre d’Alencon (Ben Affleck) ha aggredito sessualmente. Anziché tacere su quella che era una pratica del tempo, Marguerite denuncia: il duello all’ultimo sangue tra il marito e il rivale stabilirà se è stata o no violenza e se dovesse essere il marito a morire, a lei spetterà l’immediata sorte di essere bruciata viva lentamente.

