Venezia: ora la sfida è uscire in sala
I premiati (italiani a parte) faticano a trovare distribuzione
VENEZIA. Il film Leone d'oro di Venezia 72, “Desde Allà” (From afar) dell'esordiente venezuelano Lorenzo Vigas uscirà in Italia nel 2016, acquistato da Valerio De Paolis per la sua nuova società di distribuzione Cinema. Il Leone d'argento El Clan dell'argentino Pablo Trapero si vedrà in sala, sempre il prossimo anno, distribuito da Rai Cinema, L'Hermine di Christian Vincent per il quale Fabrice Luchini ha vinto la Coppa Volpi maschile è stato acquistato da Academy Two.
Insomma, film italiani a parte, qualcosina della valanga di film della Mostra del cinema uscirà. Lo scorso anno il Leone d'oro, “Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza” dello svedese Roy Anderson, è uscito a febbraio 2015 con un esito disastroso e tanti sono gli esempi negativi possibili presi dalle altre annate. «Il nodo della distribuzione», osserva in un'intervista all'Ansa Alberto Barberam «c'è, i film trovano difficoltà ad uscire. In questo periodo sono proprio i film d'autore, il cinema di ricerca ad avere maggiori problemi e tanto più può essere importante il lavoro di scouting della Mostra nel far emergere talenti e dare visibilità attirando l'attenzione dei distributori». In un festival d'arte cinematografica il premio conta eccome. Valeria Golino ne è convinta: «La mia Coppa Volpi aiuterà il film», dice e il premio può essere un traino tanto più che “Per amor vostro” di Gaudino, che ha una piccola distribuzione (Rai Cinema lo ha minimamente finanziato, ma in sala in Italia arriva con Officine Ubu, mentre a Rai Com spetta la distribuzione internazionale) arriverà fortunatamente subito in sala il 17 settembre. Stessa data dell'”Attesa” di Piero Messina distribuito da Medusa. Una prospettiva che fa ben sperare gli autori: l'Anac auspica «che la visibilità ottenuta al festival possa essere la stessa nelle sale italiane», in nome di un «allargamento delle opportunità per tutti gli operatori e in particolare per il cinema indipendente». Dal palmares restano ancora, al momento, senza distribuzione, il film d'animazione “Anomalisa” gran premio della giuria, il turco “Abluka” (Frenzy) premio speciale della giuria e “The Childhood of a leader” del giovane Brady Corpet che ha vinto sia il premio Orizzonti per la migliore regia e sia il Leone del futuro opera prima, mentre “Beasts of no nation” di Cary Fukunaga con cui l'adolescente Abraham Attah ha vinto il Mastroianni come attore emergente, è di Netflix. Academy Two invece ha preso da Orizzonti anche “Wednesday, 9 may”. Tra i film italiani c'è da dire che “L'esercito più piccolo del mondo” di Gianfranco Pannone sulle guardie svizzere della Città del Vaticano non ha ancora distribuzione.
E non è l'unico. “Sangue del mio sangue” di Bellocchio, “Non essere cattivo” di Caligari, “Storie sospese” di Chiarino sono invece già in sala, mentre stanno uscendo “La prima luce di Marra” (Bim), “Per amor vostro” di Gaudino, “Arianna” di Lavagna (Luce) il 24 settembre e poi “Viva la sposa” di Celestini l'8 ottobre. “A bigger splash” di Luca Guadagnino sarà in sala il 26 novembre. Nulla a che vedere con le uscite importanti dei blockbuster annunciati della Mostra: “Spotlight”, il film di Thomas McCarthy sui preti pedofili Usa (in sala nel 2016), “Black Mass” di Scott Cooper con Johnny Depp gangster (dall'8 ottobre) e soprattutto “The Danish Girl”, il manifesto transgender di Tom Hooper (a febbraio) e “Everest”, il kolossal con Jake Gyllenhaal che ha aperto la Mostra (dal 24 settembre) che faranno parlare di sé agli Oscar.
